LA MUNICIPàL Le Nostre Guerre Perdute 2016 - Cantautoriale, Alternativo, Pop rock

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Nostalgia canaglia. Un po’ troppa, forse. Ma val la pena rischiare: è raro imbattersi in dischi di esordio così intensi e profondi.

La copertina dice tutto. O quasi. Mettiamola così: è parecchio esplicita. È l’immagine dell’incomunicabilità, di un affanno esistenziale, di un disagio inespresso. “Sono ancora importante per te?”. Oppure: “Non me ne frega niente del mondo che ci inghiotte”. Ancora: “Viviamo a cavallo dei nostri fallimenti”. Apprensioni, paure, insicurezze, vite clandestine e futuro incerto. Per non dire inesistente.

L’immaginario de LA MUNICIPàL, moniker all’interno del quale agiscono Carmine e Isabella Tundo, si staglia tra i segreti di una generazione in affanno, che di guerre ne ha combattute tante, molto spesso perdendole in partenza, tra crisi di panico e scopate liberatorie. E immergersi tra “Le nostre guerre perdute” è un po’ come sfogliare la pagine di un sussidiario (illustrato) della giovinezza. Già, i Baustelle. Citazione per nulla peregrina. Sarà per il doppio cantato, per il pop raffinato e melodico proposto dal duo pugliese, ma i legami con la band toscana sono piuttosto evidenti. Anche se non si tratta di un marchio a fuoco, anzi. I fratelli Tundo provano anche a sporcarsi le mani con un’elettronica a volte gentile a volte leggermente più profonda, pescando tra gli stilemi del rock d’autore come tra le certezze delle ballate semi-acustiche se non acustiche tout-court. A tratti cupi, in altre occasioni più sbarazzini e spensierati, Carmine e Isabella firmano pezzi di sicuro impatto, plasmati da un song-writing maturo, con un denominatore comune: la malinconia. Per i tempi andati, per gli amori di un tempo, per l'adolescenza che non torna. Ecco allora i proclami per i mondiali (di calcio) di Italia ’90, per i sembra ieri, per una economia monetaria dai contorni incerti (“la lira profumava di Big Babol e jeans”). Nostalgia canaglia. Un po’ troppa, forse. Ma val la pena rischiare: è raro imbattersi in dischi di esordio così intensi e profondi.

 

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La recensione Le Nostre Guerre Perdute di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-08-01 10:00:00

COMMENTI (1)

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  • faustiko 5 anni Rispondi

    Gradevoli ma in effetti ancora un po' acerbi. Oltre ai Baustelle dell'esordio ci sento anche un pizzico di Scisma.