01/09/2016

Nicoletta Bernardi l’abbiamo già conosciuta con il suo primo album “In contraddizione”, dove il senso di tutto stava nel riuscire a unire gli opposti in un unico disco e, ancor più, in singoli brani.
“UNISEX”, l’ultimo lavoro di Nicoletta Bernardi, è un album più completo che segna un progresso soprattutto per quanto riguarda il sound, diventato più maturo, complesso e articolato. Allo stesso tempo, il disco rimane coerente con la cura dei dettagli del lavoro precedente, con la tendenza a confrontarsi con stili diversi.

“Perdersi” è la prima traccia, piacevole, coinvolgente e convincente. Originale nello stile e negli esercizi vocali di Nicoletta Bernardi, che sale, scende e disegna arabeschi su melodie che oscillano tra jazz, blues e pop. Altra nota positiva è “Sangue e miele” che procede su ritmi veloci, sempre tendenti al jazz, ma la voce segue percorsi che portano fino al reggae. Il connubio tra i due stili risulta originale e interessante, oltre che ben fatto. “Vado a prendermi” è interessante dal punto di vista lirico e nel suo ripetere che “il mondo ha bisogno di piccoli e gestibili sudditi”, così vero e calzante nell’epoca moderna, in cui il sentirsi padroni e superiori sembra l’unico obiettivo. Infine citerei “Caffeina”, brano che chiude il disco, brano scatenato, divertente e ironico, assolutamente tra i migliori con quello stile che sembra un misto tra Ivan Graziani e Donatella Rettore.

Insomma, gran parte del merito va alle capacità vocali di Nicoletta Bernardi, che sa realizzare stili diversi e muoversi su sentieri lontani l’uno dall’altro. La musica e le melodie la seguono e si adattano costantemente a lei. Il risultato è un altro bel lavoro, più completo dal punto di vista musicale rispetto al precedente, che si fa ascoltare con piacere e apprezzare per la sua varietà.

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