HLF MN metamorphosis 2016 - Elettronica, Dark, Ambient

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L'elettronica come un pensiero che si muove in uno spazio piccolo.

Cosa c’è di più evocativo, e di illusorio, di un pensiero che si muove in uno spazio piccolo? I giri che fa, le pieghe che prende, le luci che attraversa mostrando, di volta in volta, un lato differente, una prospettiva nuova. L’ascolto di “Metamorphosis” è ritrovarsi in quello spazio, con quel pensiero, e lasciarsi guidare da magici dualismi: l’uomo e la macchina, il particolare e l’universale, ciò che è e ciò che manca. Il producer marchigiano HLF MN, ovvero Paolo Michelini, genera sogni dove non accade nulla di epocale ma soltanto leggere stille decisive, crea il contesto minimale per l’incontro con l’altra parte di sé, nella propria stanza o in un club o lontano dal mondo, non importa.

L’elettronica scivola tra le trame ovattate e sintetiche di “Black Tear”, sorta di risveglio in una dimensione parallela dove il futuro è già arrivato e possiede tinte malinconiche, resta ossuta e tragica in “The Self”, onirica e avvolgente nei suoi passi oscuri, per farsi infine più calda con “Flows”: soffi tribali incrociano tappeti ambient, come una festa su una spiaggia deserta, i tropici e le aurore boreali, il sole che affonda oltre la linea che mi separa da te.

Chiudono l’ep due remix di Dyno, che pesca per uno nel dark e per l’altro nella dance, e ci si ritrova così in quello spazio, essenziale e nudo, con un pensiero che gira, con risposte elettroniche alle umane domande, e la musica che continua a generare sogni.

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La recensione metamorphosis di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2016-08-23 00:00:00

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