polemica
Keep Your Laws Off My Mind 2016 - Rock

Keep Your Laws Off My Mind

Intenzionalmente imperfetto e addirittura sgradevole, e non è così che dovrebbe essere una polemica che si rispetti?

In questi tempi in cui polemizzare è il più ozioso dei passatempi da social network, ci vuole un certo coraggio a chiamare un gruppo Polemica, e farlo senza intento ironico. O almeno così sembra a giudicare dai testi, che fedeli al “thinkrock” che Hilary Binder, Giulio Marino, Zilvio e Vincenzo di Santo dichiarano di suonare, lanciano slogan e parlano fra l'altro, senza alcun timore di apparire poco cool, di razzismo, guerra, politica e mali della società come si faceva in tempi pre-postmoderni. Rivendicazioni di genere, proclami anarchici, sogni di rivoluzioni a botte di musica, omaggi ad artisti come Pina Bausch, declamati – o urlati – su un rock poco melodico e abbastanza sporco, spigoloso, potremmo dire punk ma di quello meno ortodosso (se ha senso parlare di ortodossia punk), proto, post e sconfinante quasi nell'art-rock. Intenzionalmente imperfetto e addirittura sgradevole, e non è così che dovrebbe essere una polemica che si rispetti?

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