23/11/2016

Qualche tempo fa è uscito un interessante articolo sull'edizione on-line de Il Sole 24ore a firma di Silvia Soligon intitolato "Il ritmo delle parole è nel cervello". In questo pezzo si afferma come un gruppo di ricercatori guidato da Tobias Overath della Duke University di Durham e da Josh McDermott del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge avesse scoperto l'area del cervello che permette, letteralmente, di percepire il ritmo delle parole (andando a svelare che tale zona sia fortemente collegata alla facilità/difficoltà di apprendere una lingua straniera). Questo arcano suono delle parole pare non avere segreti, da un po' di anni a questa parte, per Kama. Il cantautore brianzolo, forte di collaborazioni con grandi nomi della scena alternativa italiana (come Carmen Consoli, Afterhours, Bluvertigo Bugo), ha pubblicato infatti "Un Signore anch'io", album molto attento alle parole e, soprattutto, ai suoni legati in modo intrinseco ad esse. 

Si prenda ad esempio la sesta traccia, la bellissima "Sentirsi come Robert De Niro" (da cui è stato tratto anche un video): la canzone è una specie di cavalcata in cui Kama gioca e si diverte con le parole, sempre ben attento a dare pacca e ritmo alle sue liriche. Perché bisogna sapere che Kama ha studiato percussioni al Conservatorio di Milano col maestro Franco Campioni e questo suo retroterra culturale e accademico si sente in ogni singola canzone dell'album. Anche in "I veri padri non ci sono più" questa patina rimane ma qui le atmosfere si fanno più melanconiche e riflessive, rese perfettamente poi da una strumentazione vintage e "passionale" utilizzate da Kama presso gli Studi Edac. 

"Un Signore anch'io" è un disco di pop-rock, onesto eppure non banale, che non rifugge al ritornello o all'arpeggio "facile" di chitarra, come in "Stupide Creature" ma che non fa di questa leggerezza diffusa un qualcosa di negativo. Al contrario Kama, così come per le tastiere e gli strumenti suonati, così per i giri armonici, i ritmi (e delle parole e delle canzoni) ed i testi, sfrutta al massimo le potenzialità della "poeticità del vivere quotidiano". "Tutto è vivo/ e come l'alba e come un fiore tutto è vivo/ e noi che rincorriamo il nulla" canta in "Stupide Creature". Quanta potenza in certe canzoni pop che virano ora al rock ora al blues, come in "Superuomo". La tavolozza di kamo è insomma particolarmente ricca di sfumature e nuances tutte quante virate sui toni pastello: scoprire il ritmo delle parole senza essere scienziati è insomma possibile anche ascoltando un semplice disco.  

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La recensione Kama - Recensione - Un Signore anch'io di Mattia Nesto è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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