18/01/2017

Chitarra, basso e batteria: niente di più, niente di meno e tutto l'universo delle proprie ansie, paure e frustazioni a misurare i passi, le distanze e le situazioni. Grosso modo ecco gli ingredienti di "Quasi", album dei Hope You're Fine Blondie. Un album realizzato senza badare troppo ai fronzoli ma mirando dritti alla sostanza, anche se questa sostanza non è che sia tutta questa gran cosa. Ad esempio la terza canzone, la title-track è grosso modo questo: una cavalcata di rock&roll, bella chitarrosa e ruggente ma che pecca e lascia qualcosa in termini di profondità di senso e capacità di costruire una struttura testuale solida. Allo stesso modo anche la sesta traccia, "I matti non invecchiano", segue questo percorso, con un gradiente in più in fatto di rudezza dei suoni. 

Gli Hope You're Fine Blondie, prima un duo ora un power-trio, riescono a convincere maggiormente rispetto al precedente omonimo disco, eppure c'è ancora come un pressapochismo generale che lascia più di un dubbio e perplessità nell'ascoltatore. Alla fine forse "Grand Guignol", la canzone più squisitamente grunge (e che nel cantato ricorda, in più punti, il Manuel Agnelli di qualche tempo fa), è il pezzo pregiato del lotto: più arrabbiata da un lato, ma anche più compita e rifinita dall'altro. In fondo, come recitava un'arcaica pubblicità, la potenza è nulla senza il controllo. 

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