30/12/2016

Ci sono dischi capaci di abbracciare un ambiente e renderlo personale e profondo, dischi capaci di sviluppare in tre dimensioni qualcosa che sembrava restare disteso su una superficie. L’introspezione lucente e ipnotica di “Solastalgia” nasce da una voce, molto bella, che si sposa nelle ore notturne con una loop station e un pedale delay per creare l’atmosfera perfetta, l’invenzione elegante, l’unità di misura per indicare il grado di intensità dei sogni.

Senza strumenti, Luca Nistler ovvero Berg disegna nell’aria paesaggi densi di luce, disegna con una mano così sicura e colori tanto ricchi da elevare la sua solitudine al colpo al cuore di una prova orchestrale, attraversando gli angoli più morbidi dove si rintana il calore e si scioglie la dolcezza fino a salire oltre le nuvole dove le dita cominciano a gelare e ancora più su, dove c’è soltanto un battito continuo che risuona, un mantra viscerale, l’inizio e la fine l’inizio di nuovo.

Un concept che si basa sull’idea di confine per un ep che pare non averne, che prende tutto lo spazio che ha intorno dilatandosi fin dove arriva lo sguardo, che parte dal trip-hop per assumere forme originali che sembrano rappresentare tanti generi e nessuno, perché in fondo è soltanto una voce in cerca di se stessa, una voce che domanda e risponde, che si insinua, s’arrampica e scivola giù creando ciò che più le piace. Su tutte brillano “Wrong” e “Vivien”, brani meraviglia che ti fanno sentire leggero ma con gli occhi lucidi, che trasformano per un istante il forse in un sì, il buio in un milione di milioni di stelle, il sapore amaro di un addio in un bacio infinito.

“Solastalgia” è un esordio convincente, magico e bellissimo che si posa come brina su un giorno nuovo, a coprire il grigio per rendere tutto più splendente e cristallino, per spalancare panorami di candore e misurare davvero, con raffinata precisione, l’intensità dei sogni.

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La recensione BJRG - Recensione - Solastalgia di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 23/07/2019

Tracklist

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