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RECENSIONE
12/01/2005

Dal Grande Cestone di Rockit al Mei ho trafugato una decina di cd. Tra questi, quello dei ravennati Dianema, selezionati dalla Casa della Musica tra i cd arrivati per partecipare al "Mei Day Fest" del primo settembre, anteprima del Mei vero e proprio. Ahimé, poveri giurati, che se han selezionato questi sette ragazzetti chissà cosa han dovuto ascoltare dai non selezionati. Difatti personalmente trovo questo cd noiosissimo, in bilico tra un “wannabe”-Evanescence (ma in veneto è più gustoso: “vorrìa ma no posso”), che già di loro sono una delle band più pacco che l’establishment ci ha regalato, e un non meglio definibile “hard rock italiano”.

Più nello specifico: cosa ci propongono i Dianema? Voce femminile costantemente sul “vibrato tragico”, testi di angst adolescenziale nella sua versione più banale possibile (e dire che c’è chi ci ha scritto capolavori), tempi e arrangiamenti che vorrebbero essere incazzati e sono mosci, tastieroni inconsapevolmente alla Europe, arpeggi pianistici melensi, melodie che dallo pseudo (molto pseudo) nu metal (poco nu metal) scadono improvvisamente, come in “Perla”, nel melodico sanremese (tanto melodico sanremese). Un po’ i propri limiti li conoscono, visto che come ghost track i buontemponi ci ammanniscono una giullarata in cui uno dei maschietti parodia la cantante sulla traccia della suddetta “Perla”. Che c’è da dire? Uno, che sono bocciatissimi. Due, che si spera che siano dei ragazzini alle prime armi. Ognuno di noi a quindici anni suonava cose improbabili. Ma magari col tempo si migliora.

Infine un paio di cose. Primo, non fatevi trarre in inganno: “Tutto fa un po’ male” non è la cover del noto gruppo milanese, con cui i Dianema non hanno niente a che spartire, nemmeno per sbaglio. Secondo, cosa dovrei aspettarmi ora da un gruppo che vuole farsi recensire e su ravennabands.it scrive “Fankulo a tutta la gente ke giudika e ke nn sa fare a meno di aprire la bokka giusto perkè gliene è stata fornita una... kosa c'è di più bello di potersi esprimere, poko importa se ciò ke fai piace alla gente oppure no... sta di fatto ke nn è bello giudikare le persone, soprattutto quando nn si è nella posizione più opportuna per permettersi di farlo”?

Niente premi. Si vince troppo facile.

Tracklist

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Commenti (2)
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  • alessandro rocco 28/12/2008 ore 23:52

    Egregio Renzo Stefanel,

    precisazione: il genere in cui ha etichettato i DIENEMA è COMPLETAMENTE sbagliato. (Lei sà cos'è il Nu-Metal? il dubbio verrebbe..)

    Da uno che non azzecca nemmeno LONTANAMENTE il genere del gruppo in oggetto figurarsi il resto della recensione a che livelli circensi può spingersi.

    Devo essere onesto, in questa recensione ammiro le Sue innate capacità artistiche, essì, perchè non tutti sono in grado di scrivere pochezze tali senza nemmeno sapere di quel che parlano.

    Spero nessuno la paghi per quello che scrive, in tal caso, rivolgo a quel qualcuno il mio invito a non farlo!

    Si sciaqui la bocca col sapone prima di parlare.

    > rispondi a @gonzo
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