15/03/2017

Che grinta i Piuma Makes Noise nel loro primo album omonimo. E se, fin da subito, hanno voluto mettere in chiaro che anche le piume fanno rumore, queste 9 tracce ne sono la prova, arricchite addirittura da 3 b-side.

"Sugar Daddy", alla numero uno, non lascia spazio ad esitazioni e carica la molla per prendersela con un padre immaturo che impedisce il quieto vivere. A veicolare il messaggio un tiro travolgente e un trip-hop condito con rumorismo ed elettronica ben calibrata. Quello che cattura l'orecchio fin dalle prime battute, però, è la voce sensuale e aggressiva di Denise Casch, alla quale "Moon" fa da biglietto da visita, permettendole di sguinzagliare tutte le ottave che domina con lodevole precisione. Ad aver anticipato l'intero lavoro del quartetto romano è stata "Hinara", quarta traccia dai toni cupi e inquietanti che si prende la briga di denunciare la “pacatezza” della nostra bella società industriale: un elenco freddo e distaccato (ma ricco di fascino) di pistole, fucili e armamenti vari in cui la marcia della batteria lancia la pennata western di Glauco Strina. In “Lullaby” la band, ma soprattutto Denise, scuciono atmosfere più morbide, sfiorando il dream pop grazie a piatti spazzolati e a un piano estremamente gentile.

Dalle coccole alle lacrime: quelle che rimangono sul viso di una donna che le ha già piante tutte, portandosi continuamente addosso l'amaro in bocca di un aborto rimpianto. "Good Flow Bad Flow" racconta questo dolore con un susseguirsi di sincopi e con una voce graffiata che stride in perfetto contrappunto con la ninna nanna precedente. E dopo aver calpestato tappeti intrecciati di drum’n’bass, trip-hop ed elettronica (pur non disprezzando pop, noise e un rock nostalgico), "Bamboo Bud" porta una ventata esotica di dub che rallenta decisamente i ritmi del disco, permettendo addirittura l'incursione del sax di Gianni Denitto.

Chiudendo con "Mirrors", liquido elogio funebre per un amico scomparso che, in qualche modo, rivivrà, si arriva quasi tutti d'un fiato alla schizzata "Pain Killer", seguita da tre remix.

"Piuma Makes Noise" è un'opera prima che si prende la libertà di portare avanti una precisa e personalissima idea di musica: un rock che si ispira e reinventa i fasti antichi, un'elettronica capace di arrotondare le atmosfere del trip-hop e la paura di sperimentare lasciata giustamente a casa. Un buon inizio.

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