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Descrizione a cura della band

Difficile racchiudere in un unico genere la prima prova su cd dei Piuma Makes Noise. Un respiro internazionale parte dalla drum'n'bass, passa dall'electro, arriva al trip hop sfiorando rock e pop. La voce di Denise in primo piano su ritmiche incalzanti e distorsioni elaborate, dove tra chitarre, tastiere e synth c'è spazio pure per un sax dal sapore jazz. Difficile il paragone con altre band, proprio perché il quartetto romano attinge da tutte le parti suoni, idee e atmosfere per rielaborarle in un caleidoscopio di armonie e melodie che tuttavia non rientrano mai nel progressive, ma, non scendono nemmeno a compromessi con il pop più confortevole. La componente analogica è altissima, anche se talvolta si ha la sensazione di trovarsi in mondo del tutto elettronico. Il lavoro della chitarra è continuamente incrociato con quello dei synth e delle tastiere, tanto che spesso è la chitarra a lavorare da synth. Nei testi -tutti in inglese- si ritrovano storie personali, citazioni letterarie e qualche monito di carattere sociale. L'uscita del disco è stata anticipata dal singolo Hinara, al quale succede Moon.
I Piuma Makes Noise sono Denise Cash (voce), Glauco Strina (chitarra), Gianluigi Guadagno (basso, warp), Marco Maracci (tastiere, synth e programmazione).
Piuma Makes Noise è prodotto da Dirty Box Records e distribuito da Artist First.

Credits

Sugar Daddy
Il brano parla del rapporto conflittuale di una figlia con il proprio padre. Un padre che si lascia andare a uno stupido amore adolescenziale e che è l’artefice di un vero e proprio campo di battaglia tra le mura domestiche. Un brano decisamente corto, incalzante, veloce, ballabile. Il connubio tra un brano surf e uno jungle.
Moon
Il secondo singolo del gruppo con i colori della notte. Si tratta di una fotografia di ciò che può succedere sulle strade di una grande città come Roma quando il sole tramonta: uno spacciatore incrocia una prostituta, la pioggia cade su una macchina dai vetri oscurati che nasconde una ragazzina in compagnia di due personaggi viscidi, che per una notte dimenticano il loro perbenismo. Un brano ossessivo, con un sound che coniuga il rock con la techno.
Ginsberg (1972)
Non si tratta di un brano originale: le parole sono, infatti, quelle di “MacDougal Street Blues” di Allen Ginsberg, scritto nel gennaio del 1972. Perfetta sintesi di due delle passioni della cantante: la poesia di Ginsberg e la musica rap, mischiati con un ritmo costante molto quadrato di batteria, sintetizzatori prorompenti per chiudere su un finale dub e punk, come nei primi Anni ‘70.
Hinara
Primo singolo estratto da Piuma Makes Noise, si caratterizza per il ritmo incalzante dei tamburi di guerra e si snoda in un dettagliato elenco di armi, dall’AK47 alle Smith & Wesson. L’apparente distacco della voce nell’elencare i frutti dell’industria bellica nasconde in realtà un brano di profonda denuncia verso l’attuale società guerrafondaia.
Lullaby
La ninna nanna che la cantante Denise ha scritto per sua figlia. Ha le sonorità di un tramonto e di una lunga giornata che volge al termine, così come delle interminabili passeggiate di una mamma con una bambina in braccio, che non vuole addormentarsi e che ha bisogno di essere cullata. Le musiche sono state composte da Glauco ascoltando una registrazione del testo canticchiato al telefono da Denise. Una ballad lenta, struggente e avvolgente allo stesso tempo, che mischia le sonorità semplici di una ninna nanna a suoni dream pop.
Good Flow Bad Flow
Una donna parla senza mezzi termini del proprio aborto, del senso di colpa, della perenne sensazione d'incompiutezza e del peso insostenibile del pensiero per un qualcosa che sarebbe potuto essere e che non è mai stato. Un brano che dipinge un limbo dove ognuno porta la sua croce.
Bamboo Bud
“Bamboo Bud” prende il titolo dal nomingnolo utilizzato da un tagliatore di bambù per la propria figlia, “Bocciolo di Bambù, nel film di Takahata “La principessa splendente”. La protagonista del brano, tuttavia, non ha niente della fragilità di un bocciolo: tradisce, non si diverte facilmente, non si sente mai adatta e sogna un lontano, selvaggio e profondo Ovest. Un brano con un sound tra il dub e il trip hop. Contiene il featuring del sassofonista torinese Gianno Denitto.
Mirrors
Ballad dedicata a un amico che non c’è più. Un brano scritto sott’acqua, la stessa che s'infrange sul sepolcro di un’anima che non ha più un corpo, la stessa acqua che ora assume le sembianze di un liquido amniotico che protegge una nuova vita. I suoni di questo brano introspettivo ci portano su di un’isola deserta.
Pain Killer
La speranza spera di trovare riparo dalla sofferenza. Nella disperazione di non riuscirci il protagonista si aggrappa a surrogati della felicità per poi capire che, svanito l’effetto di questi ultimi, la sofferenza non se n'è mai andata. Un brano profondamente elettronico, che si muove tra il dubstep e la techno minimal dei primi anni 2000, con un’armonizzazione di pianoforte degna di un notturno.

Commenti

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