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album Crystal Smerluvio Riddims - Rainbow IslandIn evidenza

recensione Rainbow Island Crystal Smerluvio Riddims

No-Fi recordings / Flying Kids Records 2017 - Sperimentale, Psichedelico, Elettronico

RECENSIONE
29/03/2017

All'incirca come quando, dopo un lungo pomeriggio chiuso in camera a giocare ai videogame la voglia di uscire a prendere una boccata d'aria ti assale, succede che l'isteria di stringere sempre più forte il joystick tra le mani prenda il sopravvento. È allora che incomincerai a pigiare ogni tasto del pad a caso e in maniera compulsiva. "Fat Sak" è quella canzone che descrive questa immagine. Primo pezzo di "Crystal Smerluvio Riddims" è anche conclusione nevrotica e glitch del precedente lavoro dei Rainbow Island: "RNBW".

Usciti di casa dunque, una volta rivista la luce del sole, magari già al tramonto, quei dannati musicisti del progetto Rainbow Island possono liberare finalmente le meningi con la definizione di quello che sarà la loro seconda uscita di inediti. Dopo "RNBW", ep in cui era palese la tendenza nel raccordare l'acidità della musica elettronica sperimentale con lo scenario piatto e nostalgico legato ai primi videogame di massa di fine secolo scorso, adesso, dopo forse un po' troppi anni, arriva "Crystal Smerluvio Riddims". Quest'ultimo lp non è più solo un insieme di pezzi costruito abilmente per collocarsi nella nicchia (forse prima inesistente) della musica rielaborata, valutata, studiata ma soprattutto fortemente abbellita da vecchi videogame ma che alla fine nulla centrava (per alcuni) con la banalità delle colonne sonore di quei passatempi. Sta di fatto che dopo l'agitazione delle campionature di "Fat Sak" scatta quello che stilististicamente in "RNBW" era stato solo un po' meno accennato: il progressive rock, spesso figlio della scuola italiana.

"Phase Spider", terza traccia, nonché lunga ballata staccata da un synth in chiave di flauto e delle percussioni a tempi fusion e "Rotating Peach", più frastornata e rumorosa negli effetti, trovano una congiunzione comune nella successiva "8 Yap". Dai titoli stravaganti, questa e le precedenti due canzoni contengono così tante sfumature tipiche del prog nostrano che sembra quasi che i componenti delle Metamorfosi o degli Osanna si siano scambiati di band per un album insieme.

Ma in ogni caso, rincasati dall'uscita distensiva, verso tarda sera, un leggero sentore di dipendenza da console torna a riaffacciarsi nella mente dei Rainbow Island. È il turno di passare qualche mezz'ora davanti al gioco di rally più strampalato che ci sia e intitolato a un fantomatico Gigi; in sala di registrazione nascerà così il pezzo "Gigi Rally", una strana sorta di big beat smussato e arrotondato e dal sapore fortissimamente digitale.

A notte fonda, alla fine, quando tutte le luci di casa sono spente e la vista può riposarsi da qualsiasi retroilluminazione da schermo, la melodica, armonica ed euritmica "Jiang" da conferma sul disintossicamento da vecchi sfondi a tema grossi pixel che il progetto Rainbow Island ha ormai intrapreso...prossimo acquisto di una nuova console permettendo.

Tracklist

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