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RECENSIONE
21/02/2005 di Antonio Rettura

Sempre più Bandabardò: con gli anni la miscela si densifica e si arricchisce dei frutti dell'esperienza, cresciuti e raccolti nel solco dell'ormai consolidato stile. Qualche tempo fa cantavano “Se mi rilasso collasso / mi manca l'aria e l'allegria”, e dicevano sul serio: non si sono mai fermati, né sul palco né in studio. Pur rimanendo fedele ai ritmi festaioli e zompettari, l' ensemble toscano questa volta prova ad appassionare anche l'ascoltatore “da fermo”. Emerge quindi una dimensione più placida, meno urlata, romantica. Si incontrano allora canzoni come la tenera Negli occhi guardo poco, pregna di dolcezza e malinconica.

Si fanno portavoce dell'anima messicana i due pezzi Ramone Mexicostipation, dal chiaro stampo mariachi (i celebri cantori col sombrero e la chitarra). Vera perla in pieno stile B.B. è Sempe allegri, brano nel quale è presente anche il contributo del Nobel Dario Fo. Il pezzo è uno di quelli che ai concerti fa ballare anche i timidoni in ultima fila, mentre il testo è una piccola bomba caricata ad ironia: “sempre allegri bisogna stare / che il nostro piangere fa male al Re / fa male al ricco al cardinale / diventan tristi se noi piangiam”.

A due anni da Bondo! Bondo! la carovana guidata da Erriquez – alla quale si è unito il nuovo compagno di viaggio Ramon – esce nuovamente allo scoperto con un disco che si riconferma in pieno stile Bandabardò, e racchiude al suo interno brani capaci di smuovere non solamente il corpo. Insomma fa finalmente capolino anche una dimensione più intima dell'ascolto.

Il CD contiene inoltre una traccia multimediale con foto e un videoclip che ritrae la band durante le registrazioni.

Tracklist

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