15/06/2017

“In cuore abbiamo tutti un Cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio”

Mi piace introdurre “Punto e basta!” di Andrea Nabel con una frase di Gianni Rodari, uno che con le parole ci sapeva fare il giocoliere, che sapeva insegnare senza annoiare. L’immaginazione è il nucleo del disco, l’immaginazione era la dote migliore di Gianni Rodari, quella che troppo spesso sotterriamo nell’angolo più dimenticato di noi stessi e che rimane sempre lì in attesa di essere ritirata fuori. Andrea Nabel la riprende a piene mani senza paura, senza vergogna, senza il timore di sembrare infantile o poco impegnato. Fa della semplicità il suo punto di forza, che avvolge la voce e i suoni, sempre pulitissimi, ché mentre si ascoltano i brani sembrano di un bianco splendente e accecante.

La forza dell’immaginazione e l’importanza che le riserva Andrea Nabel esplodono prorompenti fin dal primo brano, “Non ti preoccupare”, e trovano il loro manifesto nella traccia omonima (“Punto e basta!”). Il primo è un brano in cui l’età adulta si scontra con l’infanzia e dove l’unica soluzione all’ineluttabilità della vita (“amare e poi schiattare è un progetto universale, uno alla volta, un po’ per tutti in fila verso il niente”) è recuperare i propri sogni; il secondo spiega il senso di tutto il disco, è un foglio di carta che si trasforma in un aeroplanino di carta, con tanto di istruzioni in copertina, e poi diventa una palla da calcio o da basket, ché se lasciassimo più spazio all’immaginazione impareremmo quante cose si possono fare con un banalissimo pezzo di carta, inventeremmo giochi e storie sempre nuove.
La commistione di serietà e spensieratezza è sorprendente, ma sempre equilibrata. Così “Miracoli” recupera lo sguardo dell’infanzia sulle piccole cose, viste come enormi miracoli. È lo stupore e la spensieratezza di un bambino, pure se “l’esistenza è cosa amara”, è la capacità di dire “chi se ne frega” e di godere di questo qui ed ora, di ogni momento, ché domani è troppo tardi. Sullo stesso filo si muove “Più di niente”, che è la forza delle emozioni che smuove l’universo intero. E bisognerebbe manifestarle più spesso, senza paure ingombranti e senza timori, ché “le emozioni sono tutto, hanno creato l’universo”.
“La tua vita” e “Il tempo di rischiare” sono due passaggi che oscillano tra il prima e il dopo: la prima è il cambiamento che nasce dalle scelte che si fanno e la coscienza che siamo quello che scegliamo di essere nella vita e tu “dimmi che aspettavi nel prendere la tua vita tra le mani”; la seconda è un nuovo inizio dopo il dolore di una fine, come l’alba che segue ogni notte o il sole che torna dopo ogni temporale. La forza vocale si fa più intensa e la voce si alza accanto a ritmi che accelerano e rallentano, come i moti del cuore che passano da momenti di rabbia, dolore e voglia di rinascere.
A chiudere questo primo e intimo viaggio nell’immaginazione e nell’infanzia ci pensa “Sogni di gloria”, che esce dal percorso disegnato dalle tracce precedenti sia dal punto di vista tematico, che da quello musicale: parla di terra, di mare, di viaggi, di vita e di attualità scorrendo su melodie mediterranee miste a ritmi etnici, che poi, all’improvviso, si fondono con la forza e le esplosioni di chitarra e batteria.

Sarà la giovane età che traveste una sorprendente maturità, ma Andrea Nabel ha un gran futuro, se lascia quel Cavaliere pieno di coraggio riprendere il suo viaggio. Punto e basta!

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