08/08/2017

Composizioni ambientate in una solida e struggente scenografia, pensierosa quanto affascinante come quella del Mar Mediterraneo. Franco Piersanti, tra le sue innumerevoli produzioni che fino a questo momento gli hanno valso tre trionfi al David di Donatello come miglior musicista, ne possiede una che un po’ tutti noi conosciamo: “Il Commissario Montalbano”. Del successo stratosferico della serie (e sono i numeri che oggettivamente lo dimostrano) nessuno può dibatterne e grossa parte di questa riuscita va alla colonna sonora di Piersanti, un mediterranean folk prodotto, però, da un musicista che fa sentire prepotentemente il suo tocco classico. Unita alla scenografia dei racconti di Camilleri il risultato è una simbiosi tra il fascinoso, il romantico ed il malinconico.

Sulla scia di questa corrente musicale, in cui l’ambientazione e la scenografia sono descritte tramite l’utilizzo del folk (protagonista la chitarra) e strumenti di derivazione orchestrale (il violoncello nel caso in questione), si colloca un duo di nome MU. Originari del Lazio, gli artisti in esame si chiamano Adriano Lanzi e Federica Vecchio.

A leggere i titoli delle undici tracce presenti nel loro album “Of Strings And Bridges” e anzitutto dopo averne ascoltata la musica non sembra un mistero se il mare ne risulti uno, o meglio, il protagonista indiscusso. In particolar modo è il mare stesso ad essere descritto come un ecosistema a sé, un universo parallelo al mondo circostante che la sola accarezzata improvvisazione jazz o la lambita elettronica utilizzata faranno in modo di isolarla completamente dal resto. In “Of Strings And Bridges”, dunque, si intravedono scene di vita estiva in spiaggia, con i suoi giochi e la sua spensieratezza, le creature degli abissi più profondi, mitizzate ed alienanti oppure le forme geometriche (“Poliedri”) di uno scoglio con i propri riflessi blu umanizzati.

Il ruolo dell’accoppiata chitarra e violoncello ha l’obiettivo di ricreare ansia e dolcezza insieme, apprensione e serenità con un utilizzo del cantato tendente allo zero. A parlare sono solo gli accordi, spesso arpeggiati, sulle corde del primo strumento e distorti ed allungati su quelle del secondo. Salvo Montalbano, con le sue nuotate riflessive ed isolate, accompagnate dal piano di Piersanti, ha suggerito, per chi ancora (stranamente) non lo avesse capito, che ciò che ci circonda, la natura e gli avvenimenti che ci accadono possono essere abilmente riconciliati.

C’è chi invece, come i MU, per farlo, impugna una chitarra o abbraccia un violoncello ricreando una musica da camera con vista su spiaggia e Mar Mediterraneo.

 

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati