Humulus Reverently Heading into Nowhere 2017 - Stoner, Rock, Psichedelia

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Un disco di stoner che non si ferma all'approccio filologico ma trova una validissima via personale

Da frequentatore tutt'altro che assiduo del genere stoner, mi sono avvicinato a "Reverently heading into nowhere" grazie alla segnalazione di Andrea Van Cleef, conosciuto inzialmente ai tempi dei Bogartz e in seguito per il progetto Van Cleef Continental, band che ruotava intorno alla sua figura e con la quale pubblicò dischi di notevole fattura, raggiungendo l'apice con l'atto conclusivo ribattezzato "Unda maris".

Posta la parola fine a quell'esperienza, Van Cleef si ritrova con una carriera solista già iniziata (l'affascinante "Sundog" è del 2012) ma evidentemente in cerca di ulteriori stimoli. Riflessione che potrebbe apparire retorica, ma dopo l'ascolto integrale di queste 6 tracce sarà facile comprendere il perché, visto e considerato che qui dentro - al di là delle singole canzoni - tutto suona da Dio. Ovvero si spinge quando occorre spingere mentre si rallenta quando il battito cala, spesso e volentieri all'interno di uno stesso brano (sentire "The great hunt", ad esempio), in un sofisticato e precisissimo gioco di dinamiche.

Non che la pratica sia del tutto inedita, soprattutto in riferimento al genere, però gli Humulus paiono particolarmente ispirati; non ascoltavo infatti da tempo una mezza dozzina di brani così carichi e appassiona(n)ti che - aspetto ancora più importante - mantengono la loro freschezza anche oltre la classica routine da recensione. Prendete ad esempio gli 8' di "Anachronaut", quasi fosse un giro sulle montagne russe con i suoi saliscendi, oppure la successiva "The gold rush", con un mood iniziale che ricorda i Pink Floyd di "Meddle" prima che si scatenino le distorsioni. E infine la conclusiva "Rama kushna", una di cavalcata da 11' che bazzica tra stoner e pregevolissimi ricami prog.

Insomma, la classica ciliegina sulla torta per un lavoro che merita di essere apprezzato da estimatori non solo del genere ma anche della (buona) musica rock in generale. Per quanto mi riguarda, invece, prenota già un posto nella cinquina di fine anno.

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La recensione Reverently Heading into Nowhere di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2017-05-11 09:00:00

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