16/11/2017

Un concept sull’incontro che si muove tra atmosfere crepuscolari, scarno nel suo essere elegantemente dritto alla meta, morbido nella sua essenzialità. “Quantum” genera pensieri e gioca amabilmente con le parole creando elementi puliti e profondi che non mirano mai all’eccesso quanto piuttosto alla solidità di un’intima riflessione. I toni scuri e misurati, le aperture sciolte in abbracci virtuali, tutto si equilibra lungo una linea sottile che poggia sullo scavare nell’anima: da “Le belle cose” col suo pianoforte denso di nostalgia e pioggia, al procedere netto e marziale di vuoti e pieni ne “Il barocco del tuo ventre”, fino alla chitarra nervosa di “La norma dell’attesa” e all’incedere delle ritmiche sostanziose di “In grazia”, tutto rimane sospeso nel punto esatto in cui buio e luce si sfiorano, nella penombra, in una mano socchiusa o una bocca che snocciola sussurri e racconti.

Prodotto insieme a Marco Giuradei, il quinto album in studio di Giancarlo Onorato è una passerella di emozioni vivide che si contengono per esplodere lentamente, tra gli arrangiamenti evocativi di “Primavera di Praga” e la presa asciutta di un beat ossessivo che si ferma per sciogliersi un po’ e poi riprendere (“Senza gravità”), fino a una chiusura che lascia alla voce il compito di segnare la fine di un percorso, come scoprire l’origine, tornare al principio, svelare la notte. Un disco di raffinatezza, profondità ed equilibrio, dal sapore intenso di cantautorato, corposo nella sua struttura pulita e col precipuo intento di puntare alla bellezza con disincanto.

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La recensione Giancarlo Onorato - Recensione - Quantum di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 17/07/2019

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