14/06/2017

Sembra facile fare pop rock in inglese, una lingua che ti porta naturalmente a omaggiare certi suoni, come se la musica fosse soltanto una questione di dizione e pronuncia anziché di talento e perseveranza. In realtà non è così: bisogna stare sul pezzo - in senso letterale - e non dare nulla per scontato nella costruzione di una canzone per non colare a picco. I Two Hicks One Cityman danno l’impressione di avere studiato bene. “Lonely Nights” reinterpreta un particolare filone rock - voce pulita, strumenti pieni ma che non sovrastano - che ricordano un po' l’epica delle grandi strofe dei Band Of Horses. È il caso per esempio di “Farewell to the Lone”, incedere indie claudicante e aperture pop notevoli, roba da festival estivi e cori immensi. Stesso schema ma sequenza capovolta (attacco svelto, ritornello rallentato) per “Easily”. “So Lonely” è un gradevolissimo blues bianco, con poco groove ma molta intensità vocale, che sale in cima mentre le chitarre scandiscono con riverberi trattenuti a stento e riff sornioni. Una band consapevole del proprio percorso, ancora non del tutto sbocciata ma a un passo o anche meno dalla possibile, definitiva maturazione artistica.

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