08/09/2017

Ginevra Di Marco torna con un nuovo lavoro discografico: “La Rubia canta la Negra”, omaggio a Mercedes Sosa, di cui reinterpreta le più belle canzoni, aggiungendovi tre brani inediti. Un disco ben prodotto, dagli arrangiamenti delicati e raffinati che portano la firma della stessa Di Marco, di Francesco Magnelli e Andrea Salvadori. Tredici tracce malinconiche, dense di impegno sociale e di amori disperati, presentate in una nuova veste dalla voce profonda e cristallina di Ginevra Di Marco, che con pennellate decise imprime il proprio carattere alle dieci cover e affascina e spiazza con i tre inediti contenuti nell’album: "Fuoco a mare", "Sulla corda" e "Saintes Maries de la mer".

È una voce forte e vibrante, quella di Ginevra Di Marco, che apre il disco con “Fuoco a Mare”. Un brano inedito, che non sfigura per sonorità e profondità con tutto il resto dell’album; una scelta coraggiosa, una dichiarazione di intenti forse, che non lascia spazio ad alcuna polemica: quella che ci apprestiamo ad ascoltare è una reinterpretazione, un omaggio, non una emulazione di Mercedes Sosa. Il concetto viene ribadito forte e chiaro nelle successive “Luna Tucumana” e “Razon de Vivir”. La voce della Di Marco, ormai lontana dall’affascinante acerbità dei CSI o dei PGR, è piena di sfumature scure, mai roche - cui, invece, una più matura Mercedes Sosa ci aveva abituati - e piacevolmente vibranti. Gli arrangiamenti non scadono mai nella banalità di genere, e trovano anche momenti di grande ed educata presenza, come in “El Violin de Becho”, brano che così arrangiato ricorda i migliori momenti dei Gotan Project: una batteria elettronica a scandire il tempo, violini fisarmoniche e chitarre elettriche che sanno di polvere e praterie sconfinate.

Meno impattante, invece, il secondo inedito presente nel disco: “Sulla Corda”, che se anche mantiene un gusto straordinario negli arrangiamenti e viene impreziosito dalla voce cangiante della Di Marco, ha forse una melodia troppo figlia della musica leggera italiana degli ultimi anni: non per forza un male, ma non regge il confronto in un album di spessore come “La Rubia canta la Negra”.

La seconda parte del disco, compreso il terzo inedito “Saintes Maries de la mer”, tiene fede alle precedenti atmosfere. In particolar modo, “Tutto Cambia”, canzone di denuncia contro la guerra, scritta dall’argentino Julio Numhauser nel 1982 e meravigliosamente interpretata già in Italiano da Teresa De Sio, e “Te Requerdo Amada” si attestano tra i momenti più alti del disco, dove la voce di Ginevra Di Marco trova spazio espressivo per manifestare tutta la sua calda e cristallina bellezza.

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati