20/04/2005

"Buio fascinoso cerco di scoprire la mia novità e questa è la sorpresa cara maga offesa nuove verità…", "Buonanotte Thomas se poi si può dire..": questa è la parte dell’album dei Perplex che più si imprime. Le parole della terza traccia, "Bonanotte Thomas" hanno continuato a vagare nella mia mente nonostante il tentativo di liberarmene. Fenomeno inspiegabile.

Spesso ci si risveglia al mattino con un motivo in testa, lo si ripete ossessivamente e in modo quasi incosciente. Lo si odia profondamente o si arriva ad amarlo fino a doverlo obbligatoriamente ascoltare. Questo accade con moltissimi pezzi "di successo": li canticchiamo nvolontariamente, vediamo i videoclip, possiamo arrivare ad ascoltarli alla radio, acquistare il cd. Le classifiche sono gremite di giovani band "fortunate": il loro privilegio sta nell’aver avuto un’intuizione, nell’aver fatto gli "incontri giusti" o in qualche altra circostanza favorevole. L’adolescenza impera.

Nel trionfo della tarda fanciullezza potrebbe essere inclusa anche la band di Isernia, che in fatto di suono adolescenziale presenta tutti i requisiti. Oltre a Buonanotte Thomas compaiono antri brani facilmente assimilabili: c’è "N°1" c’è "Lame di gomma", i cui giri di chitarra rimandano a qualcosa di più che noto, piacevole anche il cantato "Non senti il mio tormento passare tra le porte eppure nel sentiero c’è sempre il tuo respiro…".

In questo caso preferisco non assecondare la ripetizione mentale con successivi ascolti, ma potrebbe esserci qualcuno che lo farebbe volentieri, quello stesso qualcuno che alimenta il successo di molte altre band meno valide dei Perplex, che in fondo non sono poi così male.

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La recensione Perplex - Recensione - Buio fascinoso di Sara Loddo è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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