Disco del giorno
album CIRCOBOIA - CIRCO BOIA
15/11/2017

Mentre riviste e webzine si interrogano su cosa ne sia del rock nell’anno del Signore dumiladiciassette, alternando toni apocalittici a lamentazioni e simpatiche gallery con più o meno giovani rockstar in pose finto trasgressive, i Circo Boia hanno preso in mano basso e chitarra e hanno cercato di (non) rispondere alla domanda.
La risposta del duo grossetano infatti non è unica, ma cerca in dieci tracce per trenta minuti di coniugare il verbo del rock con le chitarre usando tempi tutti al passato e particolarmente focalizzati negli anni '90. Decade scelta sia come sintesi dell’esperienza dei '70 (rigurgiti hard rock) e degli '80 (dark, punk, post wave) sia come riferimento per suoni e un certo atteggiamento ad alto voltaggio (Boss Hog, Jon Spencer ecc).
Se la soluzione potrebbe sembrare foriera di risultati quantomeno disomogenei, almeno a un primo ascolto, due sono i legacci che stringono forte il lavoro: il muro di suono della produzione di Gian Maria Accusani (Prozac + e Sick Tamburo) e il timbro vocale di Erica che riesce a bucarlo. Il suono è veramente grosso e punta direttamente alla mattonata di chitarra-basso-batteria ma al contempo riesce a strizzare l’occhio a certo arena rock nella lingua d’Albione senza mai riuscirci del tutto, forse per paura di esser fin troppo “pop”.
Una buona intuizione quella dei Circo Boia con un primo risultato che già fa sperare nel futuro se le premesse verranno mantenute e si riuscirà a dare una forma maggiormente definita al tutto. Per adesso volume a stecca e via andare di air guitar.

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