08/01/2018

Arrivati ormai alla terza fatica discografica, ci si aspetterebbe dai Latente un disco compatto, completo o per lo meno all'altezza dei precedenti lavori della band. Ma così non è. Infatti il gruppo milanese fa molto meglio. "Monte Meru", oltre ad essere un disco azzeccatissimo, dalle bellissime sonorità e composizioni, rappresenta una certa consacrazione per il gruppo. "Basta che restiamo vivi noi", un ottimo debutto comunque, è lontano anni luce; e questo è un bene. Il sound e i testi dei quattro si sono evoluti tantissimo per non parlare degli arrangiamenti. "Accontentarsi è diventato facile" è una perla pop-rock di una rara bellezza e aggressività. E se "Tre" è il pezzo da meritarsi urla a squarciagola sotto cassa, il primo singolo estratto "Fumare" è una hit da riscaldare il cuore. La chitarra è schizofrenica, corre di qua e di là ma non perde mai il filo, aiutata da una batteria e un basso granitici. 

Se dovessimo indicare un contenitore in cui inserirli, andrebbero nella scatola con i Fask, i Gazebo Penguins e i Management del Dolore Post Operatorio. Questo lavoro è grande, ma ancora di più lo è la visione della band che si meriterebbe di avere la stessa fama dei nomi citati, dato che ha partecipato in egual misura a creare un rock italiano che esiste e cresce solamente fra i nostri confini. Come se non bastasse, questo lavoro è totalmente autoprodotto, il che come sempre gli da quel fascino in più. Correte ad ascoltarlo e a far sì che questo accada.

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La recensione Latente - Recensione - Monte Meru di Tommaso Della Santina è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

Commenti (2)

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  • Tonino Chiodo 14/01/2018 ore 21:52 @arsiculacantores

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  • Tonino Chiodo 14/01/2018 ore 21:52 @arsiculacantores

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