11/12/2017

Nel 1999 uscì "Fleurs" di Franco Battiato, uno degli album più amati e apprezzati del cantautore catanese. In questo bellissimo album è contenuto anche "Invito al viaggio", una personale riproposizione dello stesso Battiato e di Manlio Sgalambro del'omonima e celeberrima poesia di Charles Baudelaire. La canzone inizia così: "Ti invito al viaggio/ In quel paese che ti assomiglia tanto./ I soli languidi dei suoi cieli annebbiati/ Hanno per il mio spirito l'incanto/ Dei tuoi occhi, quando brillano offuscati". Ecco, parafrasando il testo sia del poeta francese sia di Battiato/Sgalambro, quello che possiamo dirvi su questo "Universi Alternativi" di ELIAMO è un invito al non viaggio verso quest'album.

Già perchè il lavoro di Stefano Eliamo, pur se animato da un genuino spirito ed entusiasmo nel fare musica, è di una notevole pochezza artistica. Le dieci tracce che compongono il disco, con tanto dell'undicesima bonus track, non convincono mai, virate come sono verso un pop-rock di maniera, troppo di maniera per risultare anche un minimo interessante. Alla maniera dell'indimenticabile Stanis di Boris si potrebbe anche definire l'album come "molto italiano", nel senso peggiore del termine. Qualche piccolo guizzo c'è ma è letteralmente celato e soffocato da interminabili sovrastrutture e rimandi che vogliono scimmiottare questo o quell'artista di grido. 

Scrive lo stesso Stefano Eliamo: "La conoscenza di noi stessi è il vero senso del nostro stare in questa esistenza". Riprendendo tale brillante concetto siamo certi che ELIAMO sia molto di più di quello comunicato in questo album: in fondo, proprio come si augurava Baudelaire, un viaggio non è che una tappa per un altro viaggio. E ci si augura perciò che "Universi Paralleli" sia solo l'inizio, un po' incerto, per un cammino più fecondo. 

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