OMAKE X SHUNE Raw 2017 - Alternativo, R&B

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“Raw” è la logica codifica delle capacità cantautorali di Omake programmata dalle doti di campionamento del suono degli Shune

Il file raw è una raccolta di dati disposti in maniera causale, senza criterio e razionalità, in maniera del tutto indeterminata. Per poter utilizzare questi dati, in un modo o nell’altro, la macchina che se ne prenderà carico avrà bisogno di una convenzione, o meglio, di una codifica sottostante ad una predefinita forma di logica.

Quando qualche tempo fa Francesco Caprai, artista che abbiamo già imparato a conoscere con l’appellativo manga di Omake, e il duo Shune, coppia di stampo elettronico formata da Luca Ghiazzi e Davide Orbitello, si sono incontrati con lo scopo di dare insieme una codifica alla propria musica, donandone logica e sequenza nei campionamenti, e per giungere, infine, alla pubblicazione di un album: “Raw”.

L’impacchettamento in serie campionato di bit di questo album si colloca essenzialmente nel database sterminato del mondo della musica elettronica, quella, in particolare, tanto europeizzante da potersi definire come IDM suonata e cantata, dove il ruolo della cassa è ridotto al concreto.

“Raw”, pacchetto di dati programmato in dodici canzoni per una durata di trentotto minuti di file audio, è un esercizio di fusione stilistica in cui la chillout viene elettrificata dalla chitarra, il trip hop è delineato dalle tastiere e un leggerissimo R&B risulta digitalizzato dal gioco troppo marcato e onnipresente dell’auto-tune.

Non sorprende allora come il fluire dell’ascolto dell’album sia ben architettato. Mentre le prime tracce sono votate al risalto delle melodie della voce, via via l’importanza delle basi nelle canzoni inizia a crescere sino a toccare l’apice di alti con la chitarra di “MFL”. In sequenza poi, il cantato diviene più ritmico e di sfuggita hip hop intanto che le tastiere prendono coraggio sulla scena dal punto di vista strumentale. In pezzi conclusivi come “Storm” e “Awake_I_Finale” infine, anche se sempre cantati, l'ascolto trascendente dei pezzi si colloca verso un incrocio tra psychill e l’ambient.

Chiudendo allora la codifica e il modo in cui intendono la propria musica in "Raw", non sappiamo ancora se Omake e gli Shune in futuro decideranno ancora di definire e digitalizzare, registrandoli e poi pubblicandoli, i loro stili compositivi. Il file di nome “Raw”, intanto, è già stato con successo salvato in memoria e deframmentato dal nostro ascolto.

 

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La recensione Raw di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-02-28 09:00:00

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