14/04/2005

Ci sono dischi che si aprono come fiori che sbocciano, e allora pensi già a quale sarà il profumo quando ti metterai ad assaporarne l'odore, avvicinando il naso al pistillo. Spesso se ne rimane assuefatti totalmente, in completa perdizione, altre invece si gradisce senza coinvolgimento completo, ma rimanendo alla stessa maniera piacevolmente colpiti. "To The Antipol" è come una primula in una pineta: si apre al mondo con una bellissima e malinconica classe, nel verde attorno si mostra con una discreta personalità, ma poi viene assorbito dalla generosità del profumo degli aghi caduti a terra.

I N00rda sono la creatura di Gionata Bettini, capace laptoppers, e Cesare Malfatti, l'altro importante dei La Crus e The Dining Rooms (chapeau). Progetto multiforme di casa a Desvelos - "a sardinian record label", come recita la (inglese) ragione sociale - è aperto alle collaborazioni. Tre infatti sono gli ospiti, caratterizzanti, di questo disco: primo fra tutti Alessandro Raina, elegante voce già nei Giardini di Mirò, e ancora Imma Costanzo (Soul Mio) e Jenifer Jackson (Barnone rec), altrettante femminili. Come già in passato Malfatti aveva fatto con i suoi The Dining Rooms, il duebello noordico interpreta le atmosfere elettroniche, glitch, french touch, indietroniche e pop europee senza ancora una forte e decisa originalità ma con buon gusto e con buon approccio. E' con questo piglio, infatti, che "The Carnation", pezzo fantastico ed in assoluto più carismatico del disco, apre un percorso a undici tappe espressive prima, algide talvolta, e ancora controverse fra pulsione romantica e automatismo da pc poi.

Sostanzialmente, la bravura ed il limite dei N00rda sta - per ora - in loro stessi e nelle loro architetture. Grazie ad un amore totale per le atmosfere attente al dettaglio ed eleganti di una certa musica magnificamente pop votata all'elettronica, Gionata e Cesare percorrono con curiosità gli ambienti di Postal Service, Goldfrapp, Air, Tarwater e anche Zero 7 (per deformazione). Il problema però sta nel fatto che ogni canzone sembra focalizzata nel singolo in una certa direzione, senza una omogeneità compositiva ancora completamente matura. E dunque per questo che nei momenti in cui lo stile raffinato (e in modo giusto pettinato) di Raina impreziosisce i brani, l'impressione è di maggiore compattezza, mentre nel resto dell'album viene a mancare l'incisività, sebbene - come già detto - le canzoni ci siano, e quasi tutte di buona o eccellente qualità. Inevitabile dunque, sebbene ancora con qualche piccola riserva, apprezzare l'estro nascente di questa band. Sperando, con il proseguo del loro percorso, di avere dei N00rda il cui profumo non solo colpisca, ma travolga.

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