08/05/2018

Per parlare di questo "SpaceseductIOn" bisogna partire dal fondo, ovvero dalla nona traccia di IO, "Fra tundra & permafrost". Questo pezzo è la silloge perfetta per poter analizzare l'intero album: musicalmente parlando, sia per quanto riguarda la mera esecuzione, sia per quanto concerne l'arrangiamento e la registrazione, questo disco è pazzesco, realizzato benissimo, con grande cura e scelta dei mezzi. Tuttavia a livello di testi proprio non ci siamo: detto della musica, le parole non reggono il confronto, con un testo giustappunto incredibilmente lirico e onirico, nel senso peggiore dei termini, che lo avvicina in modo preoccupante a certe canzoni sanremesi che, una volta ascoltate, ci si chiede "ok, ma cosa vuole dire?". 

E sostanzialmente tutto "SpaceseductIOn" si muove entro questo binari: pollice in alto per la musica di "Siderale", "Crash" o "Basilio su Mercurio", pollice verso per i testi, che lasciano sempre più di un dubbio. Certo, vero è che le canzoni non ci devono sempre dire tutto e subito, ma neppure, artatamente, celarsi dietro a oscuri significati (sempre se ce l'hanno). Peccato perché certi momenti orchestrali di questo album sono veramente spaziali. 

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