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album CABAL - Riccardo Noè

recensione Riccardo Noè CABAL

SYNTHEKE records 2018 - Sperimentale, Noise, Elettronico

RECENSIONE
16/05/2019

Premi play e vieni direttamente inglobato vorticosamente dalle tenebre in una situazione surreale che mette quasi timore. Ci si affida, non si può fare altro, ti ritrovi trasportato in un non-luogo, cavernoso, mistico, magico. Avvolto in questa trama che miscela paura ed esoterismo, iniziano ad apparire immagini ancestrali, che risalgono alla notte dei tempi, bibliche.

Riccardo Noè è riuscito a creare un racconto sonoro decisamente intenso, dove audio e video si fondono per diventare pura immaginazione. “Cabal”, chiaramente ispirato alla cabala ebraica, è un disco ricco, denso, quasi mistico. Ci si snoda tra drone music, noise ed elementi cinematici, con riferimenti ai lavori di Jon Hopkins e Ben Frost, senza tralasciare le nozioni di Berio e Cage.  

Un lavoro decisamente interessante, complesso e per niente banale. Si ha una sensazione di ratto violento, si viene come accerchiati, ci si trova in una situazione incomoda, che sconfina quasi nel terrore. Celebrale, suggestivo e potente.

Tracklist

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