Lorenzo BITW Love Junction 2018 - Elettronica

Disco della settimanaLove Junction precedente precedente

Uno straordinario aggregatore di contenuti e di culture che offre all’ascoltatore la possibilità di muoversi lungo percorsi imprevedibili

Quello che rende le nostre giornate monotone è spesso l'incapacità di modificare il corso degli eventi. Per questo, quando troviamo nuovi stimoli ci sentiamo rinascere, incoraggiati da un'energia che ci ricorda che guardare oltre è l'unica cosa che ci salverà.
Guardare oltre: Lorenzo Bitw ha fatto della contaminazione la sua caratteristica espressiva, percorrendo strade nuove e permettendo di farlo a chi entra in contatto con la sua musica. Come producer è cresciuto in Inghilterra, confrontandosi con una scena viva e sempre in evoluzione, mettendo a punto il proprio sound, con la consapevolezza che mescolando tanti elementi diversi si ottiene una formula inedita, il cui valore si misura tanto nella sperimentazione quanto nell'equilibrio, ricordando sempre che il tutto non è soltanto la somma delle singole parti.

Così, “Love Juncton”, suo album di debutto, è uno straordinario aggregatore di contenuti e di culture che offre all’ascoltatore la possibilità di muoversi lungo percorsi imprevedibili. Un disco in continuo movimento che trova la sua forma dentro generi musicali disparati, e per questo risulta piuttosto difficile da classificare.

A fare la differenza è innanzitutto la forza ritmica delle percussioni, capaci di esprimere il carattere dell’album in tutta la sua profondità, dalle note iniziali (“Kanaan”) fino alle battute conclusive (“Goo”) e alle sue frenetiche modifiche di prospettiva (“Lips and Bones”).
Cambi di tempo improvvisi che determinano atmosfere diverse e portano dal fascino solare di “Hello”, in grado di aprire scenari afrobeat, alle armoniose dissonanze di “Calliope” e di “Chasing”; dagli irresistibili e inquietanti ritmi afro di “Rio Grande” fino all’incredibile forza attrattiva di “Love Junction”, non a caso scelto come brano che presta il nome all’intero lavoro.

Un disco “globale”, i cui suoni provengono da parti del mondo diverse, così come i numerosi ospiti che contribuiscono a molti dei pezzi in scaletta, ad ulteriore testimonianza del desiderio di costruire un sound universale con un approccio che guarda al futuro.

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La recensione Love Junction di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-07-16 00:00:00

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