21/09/2018

Una miscellanea nervosa e sperimentale che non lascia spazio al comfort di soluzioni semplici: “Drone” è l’elettronica che scivola libera svelando la sua componente emotiva, è l’analogico e il digitale che si fondono per creare un immaginario evocativo di passati e presenti dai confini labili, una ricerca umana e sintetica che diventa disco mai morbido all’ascolto. Gli Artura confezionano dieci tracce strumentali che scavano in abissi profondi, scuri e ipnotici per diventare eterei e poi di nuovo giù in taglienti cupezze (“Estranei” e “Fusa”); o ancora per lasciarsi andare alle ritmiche psichedeliche di percussioni che introducono momenti ballabili (“Mona”), alle vene gotiche di “Ostica” come al groove coperto di lacrime di “Artengo”.

Il guizzo energico dei fiati in “Zeno”, la batteria incalzante su fraseggi minimal pop di “Gurken”, e infine la chiusura di “Hostess”, gioco di incastri sonori scarni e geometrici, completano un album che sguiscia tra i generi, combinando divagazioni spazio-temporali che attraversano anche il funk, il progressive e l’ambient con nonchalance, riuscendo a costruire una colonna sonora per tuffi interiori che non ha nulla di immediato ma che si lascia scoprire ascolto dopo ascolto. Esperimento forse per pochi, ma con una forte intensità e una grande attenzione per i dettagli, per quello che la stessa band definisce “un rigoroso percorso istintivoemotivo”.

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La recensione Artura - Recensione - Drone di margherita g. di fiore è apparsa su Rockit.it il 16/07/2019

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