Jessica Einaudi Black and gold 2018 - Pop, Indie, Elettronica

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“Black and Gold” riesce a unire gli opposti, dando voce egualmente a luce e oscurità, a natura ed elementi artificiali, realizzando un viaggio onirico e reale contemporaneamente.

Milanese di nascita, ma trasferita a Berlino ormai da tempo, Jessica Einaudi esordisce da solista con “Black and Gold”, dopo l’esperienza de La Blanche Alchimie in duo con Federico Albanese e dopo un album del progetto J Moon. Inutile dire che anche l’ispirazione è di respiro internazionale, così come il sound, che a tratti ricorda i Goldfrapp.

Adesso Jessica si riappropria del suo vero nome con il desiderio di esprimere anche la sua vera anima, colorata di nero e di oro, proprio come la copertina del disco. E tutto l’album si basa sulla dicotomia che abita in ogni persona, sulla preziosità dell’oro e l’oscurità del nero che convivono e si completano. Così, nonostante il disco sia un gioco di opposti, all’ascolto sembra di una completezza disarmante. Il passaggio da un brano all’altro è quasi impercettibile e i suoni scorrono come se fossero gocce d’acqua di uno stesso unico fiume, che toccano e sfiorano i corpi delicatamente, sussurrando alle orecchie di chi ascolta l’acqua che scorre.

Attingendo al dream pop, all’elettronica, ai sintetizzatori, Jessica Einaudi arricchisce i suoni con la delicatezza della voce, creando armoniche alchimie, sfondi dorati e spingendo l’immaginazione di un ascolto a occhi chiusi verso esplorazioni ed esperienze oniriche, sognanti, irreali, in spazi fuori dal tempo, sospesi nell’atmosfera, un po’ come quando situazioni e luoghi reali si trasformano in viaggi fantastici, un po’ come quando si guarda il mare al tramonto, come quando il sole si perde e si mischia con l’acqua e l’ultima lingua di luce trasporta in mondi paralleli.
Natura ed elementi artificiali camminano fianco a fianco, come il soffio del vento che trasporta suoni elettronici in “In front of my eyes”, come gli stessi suoni trasportati dalla luce del sole in “Sunlight”; dalla parte dell’ombra spicca la breve ma intensa “Among the Shadows”, dove i toni si fanno più profondi e ci si ritrova a percorrere una strada buia, in cui non si riesce a scorgere niente davanti, solo l’ignoto che crea quella sensazione di vertigine in mezzo al petto.

“Black and Gold” è il trionfo di luce e oscurità insieme e contemporaneamente, ché l’una senza l’altra non sarebbe tale, come il fuoco di una candela nell’oscurità assoluta, che solo a confronto con la luce diventa oscurità, e viceversa.

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La recensione Black and gold di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-09-18 00:00:00

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