03/10/2018

Languido e liquefatto il primo disco da solista di Stefano De Stefano, ex membro dei Pipers, ora con il proprio progetto An Early Bird, cerca la nuova strada partendo da una musica semplicissima ma di grande impatto.

"Of Ghosts & Marvels" è l'esordio: chitarra acustica, cimbali, una vocalità e armonie retrò sono gli ingredienti cardine su cui si basa tutto. Si sceglie di non sperimentare ma di ricercare nei grandi libri del folk, qualcosa di personale, che sia istantanea della contemporaneità ma pieno di filtri seppia o gradazioni di grigio che manco il più nostalgico instagrammer potrebbe.
Con un'immensa delicatezza e un notevole senso della misura, An Early Bird suona la chitarra e canta libero dai preconcetti della troppa classicità, semplice edonista nelle melodie e nell'approccio alla forma canzone. Chi se ne frega dell'essere alternativi o "indie", "Of Ghosts & Marvels" potrebbe essere un disco deli anni '60 remasterizzato ai tempi del vocoder, con i suoni sintetici appena impercettibili e i fret-noises belli chiari.

L'anticonformismo nella conformità. Da "To the Trees" a "At Sunset", che sono brani ammiccanti al mondo un po' tetro dei più acustici Smashing Pumpkins; a "Something Left", "Warning Signs" o "Your Sewn Mowth Secrets" più vicini alle atmosfere sognanti di Donovan o Starsailor, con il denominatore comune della cupezza. La musica di An Early Bird infatti, può ad un ascolto superficiale sembrare leggera e impalpabile, ma nasconde sempre una vena malinconica e grigia che non da tregua una volta percepita. Decifrata la connessione tra note e mood le melodie saranno sempre melanconie, nulla di deprimente, ma di sicuro più simile a una lacrima e un brivido che ad un principio di pogo.

Arrangiamenti che alternano scarnezza a stratificazione sono il clou di un ottimo lavoro di produzione e missaggio, l'esperienza decennale nel mondo della musica si coglie eccome, far risaltare in questo modo una chitarra e una voce non è un semplice gioco di volumi. "Of Ghosts & Marvels", un titolo esemplare per descrivere il contenuto di questo album, pieno appunto, di fantasmi e meraviglie, entrambi rappresentati con la giusta importanza, un gioco delle parti necessario per questo cantautore milanese per dare forma al proprio io.
Libertà di essere classici, riuscendo ad essere moderni, cosa chiedere di più?

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