Trerose Pop Noir 2018 - Psichedelia, Indie, Pop rock

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Un debutto fatto di eleganza, pop e desiderio di cose belle.

Mi piacciono l’eleganza, i suoni puliti, le linee semplici nate da ricerche complesse: in questo disco la musica diventa un’arma raffinata, un dolce strumento per pensare, e ogni canzone insegue il suo destino di malinconia lieve senza perdere mai di vista la leggerezza, il sole, i luccichii. “Pop Noir”, album d’esordio dei Trerose, è una vertigine morbida di soluzioni geometriche, la seduzione di una voce che fa del marciare posato la sua forza, e di note che si incontrano su affinità che si fanno di volta in volta più pop o cantautorali, senza dimenticare un’anima rock che si distende in certi angoli. Un corpo in perfetto equilibrio che sa muoversi con gesti d’enfasi misurata, dove le chitarre sanno raccontare le stagioni e raccoglierne i frutti, mentre tutto passa e, in fondo, pesa il giusto. Perché ascoltando “Ignora la morte” si stempera il grigio, o gli arpeggi di “A te, a me”, che scavano sotto una prospettiva per aprire a nuovi inattesi miglioramenti, o ancora la ritmica di “L’alieno in giardino” che sa di battiti, regolari quanto gonfi di intenzioni.

Prodotto da Umberto Maria Giardini (e si sente, eccome), che suona anche diversi strumenti, “Pop Noir” è un debutto che colpisce, perché non c’è alcuna voglia di strafare o spingersi oltre, né di vincere facile: i Trerose hanno ben chiaro il loro percorso, che è fatto di passi eleganti, soluzioni asciutte e desiderio di cose belle, e io, davanti a questa bellezza che non esplode, che scivola lungo i muri seguendoti con lo sguardo senza intromettersi, proprio non so dire di no.

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La recensione Pop Noir di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-10-29 09:00:00

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