Fucina28 L'armonia degli opposti 2018 - Cantautoriale, Indie

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“L’armonia degli opposti” evidenzia le tante idee e i buoni propositi dei Fucina 28, che però sembrano ancora troppo timidi per svilupparli appieno e senza compromessi

Dalle fiamme nascono e si ergono sinuosamente un corpo femminile ed uno maschile, l’uno dai colori caldi e l’altro dai colori freddi; entrambi non hanno braccia e non hanno lineamenti sul volto, né capelli o segni che possano contraddistinguere un individuo, perché le figure sono due ma il loro scopo è simboleggiare l’umanità intera, forgiata dal fuoco della passione creatrice e sviluppatasi con tutte le sue colorate differenze, le quali vanno a comporsi poi tra loro in perfetta armonia. Questa è la “favola” raccontata dalla copertina de “L’armonia degli opposti ”, terzo lavoro dei toscani Fucina 28.

Senza guizzi particolari, “L’armonia degli opposti” si presenta come un disco levigato ad arte, fregiandosi di arrangiamenti curatissimi che vestono ogni brano con stoffe pregiate, pensate per valorizzare nobilmente i corpi delle canzoni, sia quelli più aitanti e valorosi (come la title-track e “Non puoi fingere”) sia quelli un po’ più rachitici e smilzi.

Gli opposti che per la band si armonizzano o dovrebbero armonizzarsi sono tanto i diversi individui – e in particolare si trova spesso il dualismo uomo-donna (come sottolineava appunto anche la copertina) –, quanto i diversi mondi dell’istinto e della ragione, del naturale/analogico e del virtuale/digitale. Ma orgogliosamente opposte tra loro e alla ricerca di un’idilliaca armonia sono anche le varie ispirazioni musicali che hanno dato vita a questo lavoro: i Fucina 28, infatti, presentano “L’armonia degli opposti” come un album generato soprattutto dalla voglia di “unire la musica rock/pop con la musica folk e classica”, anche se a dire il vero questa ideale fusione tra generi musicali avviene più su territorio strumentale (avvalendosi in particolare della preziosa collaborazione di Danilo Vignola e del suo ukulele nonché di alcuni studenti del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento), che non a livello di struttura delle composizioni.

La cover di “Aida” di Rino Gaetano inoltre era davvero evitabile, poiché, oltre a non aggiungere nulla ai brani inediti, toglie forza e dinamica all’originale, schiacciandosi su se stessa.

Encomiabile la produzione del disco e sbalorditiva la capacità di Pietro Giamattei & Co. di rapire l’anima degli Zen Circus, edulcorandone l’attitudine e depilandone lo stomaco, per intrappolarla nella gabbia dorata del cosiddetto “indie-pop” odierno, producendo un lavoro aperto ad un pubblico più vasto e “politically correct”.

Complessivamente, questo terzo disco mostra le tante idee e i buoni propositivi dei Fucina 28, che però sembrano ancora troppo timidi per svilupparli appieno e finiscono per fare un po’ troppi compromessi.

 

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La recensione L'armonia degli opposti di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-03-28 15:13:57

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