Mimosa Hurrah 2018 - Pop

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Lasciata alle spalle "La terza guerra", Mimosa ritorna sul campo di battaglia al grido di "Hurrah", uscendone vincitrice ancora una volta.

A distanza di tre anni dal debutto con "La terza guerra", Mimosa ritorna sulla scena musicale con l'album "Hurrah". Il disco, composto da undici tracce, è caratterizzato dall'elegante presenza al pianoforte di Mimosa, con le sue melodie convincenti, e impreziosito dall'elettronica di André Ferrari.

Ciò che resta dall'esordio di Mimosa è innanzitutto la sua indole battagliera, esplicitata ancora una volta dal titolo dell'album e dal grido di guerra che rappresenta, nonché dalla copertina dello stesso, dove l'artista si mette a nudo mostrando con fierezza e orgoglio le sue forme. Battaglia che diventa anche invito, a ritrovare la felicità altrove se non la si trova dove si è, a rivoluzionarsi, a vivere il "qui e ora" senza paura del futuro, a "tagliare il filo dove scorrono le lacrime" ("Pro-memoria"). Dal punto di vista prettamente musicale, "Hurrah" genera un insolito equilibrio tra freschezza melodica e stravaganza compositiva, capace di squarciare quel velo sonoro fatto di trap e itpop al quale ci siamo (o ci hanno) abituati. Sin dalla strumentale "Overture/Bang!", si capisce infatti che ci si trova dinanzi ad un qualcosa di diverso, che rigetta soverchianti sovrapproduzioni a favore di una maggiore chiarezza del testo musicale, generando suggestivi legami tra l'estro pianistico di Mimosa e le ritmiche incalzanti di Ferrari, richiamando - se si vuole trovare un paragone - le sonorità della cantautrice statunitense Regina Spektor. I brani si susseguono l'uno dopo l'altro senza mai annoiare, presentandosi ciascuno con le sue peculiarità, tanto a livello testuale che a livello musicale. Ci si diletta quindi con giochi di parole, qui tagliate, ricomposte e arricchite di nuovo significato ("Bio-logica", "Pro-memoria", "Videovita"), si opta per l'alternanza di brani intimi e profondi, nei quali i battiti si dilatano, ad altri più energici e leggeri, viene poi fatta la saggia scelta di inserire due brani strumentali ("Overture/Bang!", "Interlude") al fine di non stancare l'ascoltatore. Poco, o nulla, viene quindi lasciato al caso. 

A coordinare i lavori con occhio vigile, quasi paterno, troviamo un grande nome della musica italiana: Davide Toffolo. Il frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, come afferma la cantante, ha voluto ardentemente la nascita di questo disco, percependo probabilmente le notevoli capacità artistiche di Mimosa. La presenza di Toffolo non rimane qui al buio, venendo infatti esplicitata, a mo' di ringraziamento, nell'ultima traccia del disco, "Angeli", dove le voci dei due artisti risuonano all'unisono sopra ad un pianoforte che si fa meno irrequieto, in uno dei brani più toccanti dell'intero lavoro. 

Il ritorno di Mimosa segna dunque un passo in avanti verso la maturità artistica, dal quale emerge il desiderio di cambiare le carte in tavola giocando con la musica senza condizionamenti dettati dal mercato, presentando un disco gradevole, impegnato e disimpegnato quanto basta. Hurrah!

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La recensione Hurrah di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2018-11-20 09:00:00

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