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album Deconcentrazione - Bruuno
Bruuno
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12/12/2018

Nel 2016 i Bruuno ci avevano già svelato tutta la loro potenza con "Belva"; a distanza di due anni la band di Bassano torna ancora più rumorosamente con i sei pezzi contenuti nel nuovissimo "Deconcentrazione". Copertina che sembra uscita dal set di "Profondo Rosso" di Dario Argento e violenza sonora allo stato puro. Basterebbe questa frase per riassumere un prodotto che ancora una volta è in grado di sintetizzare al meglio hardcore, punk e noise come se fosse una pozione magica in grado di dare libero sfogo alla rabbia che è dentro ognuno di noi. Da "Superstizione" a "Valanga" è un incedere continuo di potenza musicale buona per essere suonata solo a volume altissimo, dentro una cameretta.

"Deconcentrazione" è uno di quei dischi che fa sempre piacere ascoltare ai vicini di casa, magari la domenica dopo la messa. L'impatto è inarrestabile, la linea vocale perennemente urlata aiuta a contestualizzarne meglio lo scontro con la normalità, il crollare della mente verso l'ignoto, quell'attimo prima di schiantarsi che, appunto, può essere definito una forma di deconcentrazione. La traccia conclusiva, "Toro subacqueo", che si apre a mo' di operetta, già nel titolo rivela la sua foga in apnea e i suoi intermezzi quasi lynchiani creano un'atmosfera surreale e schizofrenica.

Una buonissima seconda prova di maturità per una band che non si dilunga mai oltre il necessario, ma che fa crollare i muri ugualmente. Una scossa di terremoto brevissima ma con una magnitudo da apocalisse.

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La recensione Bruuno - Recensione - Deconcentrazione di Marco Del Casale è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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