15/01/2019

Già dai primi secondi della traccia d’apertura di “Libero Arbitrio”, “Hofmann”, si capisce la direzione che i Neodea hanno intrapreso con questo album. Il suono riporta al rock americano di questi ultimi vent’anni, in particolare a quel filone del grunge ibridato con un hard rock abbastanza orecchiabile, e se da un lato ci fa capire che ci troviamo nei territori della musica del diavolo, dall’altro non risulta mai eccessivo o respingente per la durezza della musica. E proprio se si parla di musica vanno fatti i maggiori complimenti ai Neodea: i ragazzi sanno comporre delle canzoni che strutturalmente funzionano, e la loro esecuzione è senza sbavature. Da evidenziare l’ottimo lavoro della sezione ritmica, con un basso di roccia e una batteria precisa che sostengono ottimamente lo sviluppo delle canzoni.

Dal punto di vista dei testi, è apprezzabile lo sforzo di variare le tematiche all’interno del disco: gli esempi più riusciti sono “Gabbia”, che affronta con crudezza il tema degli abusi su minori nella Chiesa e che rappresenta il miglior brano del disco, e “Tramonto”, ballad melodica che termina in un’esplosione di chitarre e dedicata all’addio di una persona amata.

Insomma, promosso a pieni voti? Purtroppo no. Se la decisione di rifarsi a un determinato genere e il voler suonare in un certo modo è assolutamente legittima per qualsiasi artista, bisogna stare attenti a non lasciarsi prendere la mano nel farlo. La sensazione di stare assistendo alla riproposizione troppo scolastica e “spersonalizzata”, per quanto qualitativamente impeccabile, delle caratteristiche di un genere emerge un po' troppe volte nel corso del disco, e porta a chiedersi come sarebbe potuto essere se ci fosse stata un poco di voglia di osare in più.

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La recensione Neodea - Recensione - Libero Arbitrio di Davide Bonfanti è apparsa su Rockit.it il 20/07/2019

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