Johnny DalBasso Cannonball 2018 - Rock, Indie

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Il post-gangster rock di Johnny DalBasso lacera i sentimenti per lasciar posto al furore di un amore finito. O quantomeno impossibile.

Fred Buscaglione negli anni '50 in "Che bambola" cantava: "Lei si volta, poi mi squadra come fossi uno straccion, poi si mette bene in guardia come Rocky, il gran campion, finta il destro e di sinistro lei m’incolla ad un lampion", stordito in tutti i sensi da una donna tanto attraente quanto pericolosa, così anche Johnny DalBasso nel 2019 prende gli stessi schiaffi in faccia dai sentimenti.

Si chiama "Cannonball" ed è l'ultima uscita discografica per il rocker campano, in cui si racconta un uomo pieno di passione viscerale e costretto a rincorrere una pace dei sensi che scappa troppo veloce. In queste canzoni DalBasso mette tanta foga e tanto gusto retrò per le atmosfere da post-gangster della chitarra elettrica, brani che sembrano suonati con il gessato addosso e il sigaro in bocca, pare di vedere i Blues Brothers con i candelotti di dinamite nelle tasche, pronti a esplodere di godimento sotto i riff di Johnny.

Le canzoni di "Cannonball" si dividono in prima e dopo la delusione amorosa, con "La Scala" a fare da spartiacque. Dalla titletrack, vera e propria hit per quant'è pop nel giro chitarristico, si impara che "2-2 fa 1 e 2+2 fa 3" per uno strano gioco delle coppie che non vogliamo sapere quanto abbia di autobiografico; a "San Francesca", esemplificazione del morire per amore, alla cover di Celentano "Furore", e qui sale il grido di dolore dell'uomo ferito dall'animale più fantastico e maledettamente affascinante: la donna.

Con la pienezza dei fuzz e le batterie belle compatte il disco scorre fulmineo (anche per la breve durata dei singoli pezzi), la voce di Johnny DalBasso, cavernosa e inclinata verso il surfin' anni '60, trasporta verso mondi fatti di ombre e sangue, capelli biondi e labbra rosse. "Micidiale" e "Lascia a casa tuo marito" prestano il fianco alla sfrontatezza delle pubblicità anni '90 con l'uomo che non deve chiedere mai, essere l'oggetto proibito per un tradimento occasionale può anche essere piacevole, il fottersene dell'altro sesso quando Johnny suona, non è concepibile, saltano le inibizioni e i testi ambigui aiutano come in "Niente di Male" in cui si "batte il ferro freddo fino a renderlo caldo".

Due pezzi quasi lenti chiudono il disco, "Storia d'amore, Pt.2" e "Adesso e qui", lasciando uno spiraglio al romanticismo anche se agrodolce: la prima è un crescendo di contrasti interiori (manco a dirlo provocati da una donna) e noise-rock'n'roll che porta all'autodistruzione nel vederla andarsene con un altro; la seconda una quasi ballad che tenta un avvicinamento alla costruzione di una storia d'amore che trova nel "fare qualcosa" pur di non perdersi. Nel profondo anche Johnny DalBasso è un romantico vero, che ha bisogno però di passare attraverso l'inferno per capire il valore del paradiso, e la sua musica ne è la traduzione.

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La recensione Cannonball di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-01-23 09:05:00

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