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album Magic Spooky Ears - K-Conjog

K-Conjog

Magic Spooky Ears

2018 - Ambient, Elettronico, IDM

RECENSIONE
21/12/2018

Sarebbe forse inutile ribadire belle parole o nuovi complimenti a quanti già ne possiamo trovare in circolazione su  Fabrizio  Somma e invece, credo di esserne convinto, sembra ancora una volta doveroso farlo. Il perché nasce dal fatto che l’ultima uscita di K-Conjog, “Magic Spooky Ears”, è semplicemente e nuovamente, dopo album apprezzatissimi come “Dasein” e “Set Your Spirit Freak”, un ulteriore seguito di qualità compositiva, di inconsueta dance ed elettronica, poiché affascinante, colma di mood, concreta e instancabile nell’ascolto.

Dieci brani, quarantotto minuti di ascolto, ricreano allo stesso tempo un legame leggero e seducente tra le tastiere, il synth o il piano che sia, tra accordi di chitarra, voci infantili o robotiche incrociate, tra il clap trap in tempo dispari e in contro tempo al bass tone ricreato da lunghe note spesso senza pausa tra loro.
La sobrietà e l’efficacia di esecuzione della musica di K-Conjog non porta mai a una totale assuefazione nell’ascolto dell’IDM di “Magic Spooky Ears”. Ne consegue una dipendenza verso la sua musica, figlia della combinazione tra ambient synth (“Kingpink”) e ambient classico (“Replica”), dance ballad (“Same Old Grace” e ”Old Enough To Look Young”), slow dance più pop (“Monotone”) e melodia electro (“Cheeske”).
Una citazione apposita meritano le tracce centrali come “Millenials Otters”, dove cassa in quattro robusta e voci metalliche campionate possono riportare agli ultimi Daft Punk e caratterizzano la prima parte della traccia, per poi essere capovolte dai tubi del flauto verso una svolta etnica e quasi inaspettata del pezzo. La coda del brano tenta poi di legarsi nell’incipit della successiva “Love Walks On Unexpected Ways”. Quest'ultimo pezzo è caratterizzato da un’alternative dance suggestiva tra un mood tangibile e fanciullesco: una ninna nanna elettronica accompagnata dalla chitarra acustica.

“Magic Spooky Ears” è dunque una sottoscrizione di intenti tra il mondo della musica elettronica concreta e il campionamento semplice e diretto tipico di K-Conjog, dove l’eleganza della dance del singolo di apertura “What Begin Began” sa legarsi all’art electro della chiusura in “Falcon”, dove sembrano affiorare ricordi di stili di “A Moon Shaped Pool” dei Radiohead.
Una nuova netta espansione nel vasto dominio dello stile di K-Conjog è stato, dopo troppi anni di attesa, finalmente compiuto.

Tracklist

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