Giulio (Estremo) Casale Inexorable 2019 - Rock, Pop, Post-Rock

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"Inexorable" è un motore carico di magnetismo, un intreccio ricco di sfumature ed espressività. Da ascoltare.

Impossibile estrarre dall’acqua le sonorità liquide di Giulio Casale che, in questo disco, contaminano atmosfere post-rock rarefatte, spaziali. Tutto procede lungo una direzione precisa, senza mostrare il minimo segno di stanchezza dall’inizio alla fine. Ci troviamo di fronte a un lavoro dalle molteplici ispirazioni che, secondo angolazioni diverse, offrono all’ascoltatore qualcosa di inedito. La combinazione di suoni che a volte emergono dagli abissi oceanici, altre volte esplodono in magmatica energia rock, semina indizi sulla prorompente creatività del suo autore. E poi la sofferenza, la malinconia, il vento inesorabile che soffia sulle nostre vite, sconvolgendole, inquadrano i contenuti di un disco volto a confermare l’abilità di costruire mondi all’interno di canzoni. Bello.

“Soltanto un video” è l’epicentro di uno studio sonoro su un futuro possibile alla luce di un passato inquieto: il ritmo è appena accennato, l’atmosfera è crepuscolare, l’arrangiamento è sospeso come un addio, la chitarra parla in primo piano. “Non ci sarò”, “Coscienza C” mostrano maggiore nevrosi; più martellanti, più spericolate le tracce successive (“Scolorando Bice”, “Sono corpo”) a scandire il ritmo delle riflessioni che facciamo quando dobbiamo fare i conti con noi stessi. Suonano più pop “Un giorno storico” e “Roger trip advice”: declinazioni di contrasti e pezzi figli di disincanto e ironia.

“Inexorable” è un motore carico di magnetismo, un intreccio ricco si sfumature ed espressività. L’effetto è attraente e mellifluo. Da ascoltare.

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La recensione Inexorable di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-03-01 09:00:00

COMMENTI (1)

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  • anna.bartesaghi 3 anni fa Rispondi

    Il vento inesorabile non lo declinerei con la sofferenza e la malinconia, ma con la forza del cambiamento inesorabile, appunto.
    Il "non ci sarò" più che un addio lo definirei come il senso della nostra alienazione, oggi.
    Sul fatto che sia un disco bellissimo e rivoluzionario, sono d'accordo