16/05/2019

I torinesi Figli di Guttuso vantano una carriera pluridecennale. Nei diversi anni di lavoro hanno variato forma e stile musicale, affinando sempre più la loro vena umoristica fino ad arrivare alla pubblicazione di "Banane d’Amore", ultimo album in studio della band. Le undici tracce che lo vanno a comporre, in un'oscillazione perpetua tra sarcasmo e critica sociale (si ascolti "Il mio Dio è più bello del tuo" o "Il festival di Sanremo"), rendono inevitabile l'accostamento agli Elio e le Storie Tese, evocati innanzitutto per alcune somiglianze dal punto di vista contenutistico, ma soprattutto per quanto riguarda il livello di abilità esecutive. Da segnalare sono infatti i virtuosismi della tromba ("Dove Kazzo 6?") e la sezione delle percussioni, capaci di portare la qualità sonora dell’album su un gradino più alto.

Nonostante pecchi talvolta di originalità, dal disco emerge la voglia della band di divertirsi e far divertire senza adattarsi alle tendenze musicali del momento e il desiderio di fare musica senza la minima pretesa, ma per il semplice gusto di farla. A noi, sinceramente, va bene così.

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