NO AU BE IN 2019 - Psichedelia, Britpop, Shoegaze

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Dopo aver raggiunto il loro Nirvana, con “BE IN” i NO AU vanno oltre e maturano il loro “know-how”, perfezionando le abilità per costruirsi una propria strada

Quando hai un timbro vocale molto simile a quello di Kurt Cobain probabilmente dovresti darti al jazz o al neomelodico per evitare di far incollare l’etichetta “Nirvana” addosso a tutte le tue canzoni. Non è quello che fa Stefano Guglielmi con i suoi NO AU, con i quali si cimenta invece coraggiosamente in una fusione di grunge (ahia!), brit-rock, psichedelia e rock’n’roll. È innegabile quindi che l’ombra del biondo di Seattle finisce per spuntare ancora fuori qua e là tra i brani della band. In “BE IN”, primo lavoro sulla lunga distanza, si trova inoltre un brano come “London Bridge” la cui strofa si inaugura con una sequenza che sembra una versione più allucinata ma vicina a quella di “In bloom”, evidenziando che non si ha nemmeno tanta voglia di scrollarsi di dosso l’illustre paragone, che, rispetto all’ep d’esordio del 2012, “hElP!”, i nostri hanno però imparato a gestire meglio, senza risultare cloni.

Al di là di questo legame con Cobain (e, a dirla tutta, anche con Lennon, Liam Gallagher e compagnia bella) in questo primo disco dei NO AU si riesce a scorgere molto altro, intravedendo passo dopo passo, ascolto dopo ascolto, un fertile focolaio di idee più personali, che pur non essendo ancora perfettamente sviluppate si mostrano ugualmente rampanti e desiderose di prendere ancor meglio forma.

Ascoltando ad esempio i cambi di umore di alcuni brani, gli effetti enfatizzanti, la soluzione di certi arrangiamenti, o i quasi sette minuti della title-track (che, dopo un innocuo sviluppo à la Oasis, si proiettano in un finale dal retrogusto dark wave), si possono comprendere meglio gli intenti dei NO AU e subodorare il ricco ventaglio di ispirazioni di questa power band lombarda che, a ben vedere, ha molto da dire e pian piano sta trovando il modo migliore per farlo.

Dopo aver raggiunto il loro Nirvana, insomma, i NO AU sono riusciti ad andare oltre e ora stanno raggiungendo il loro “know-how”, perfezionando sempre di più le proprie abilità per costruirsi una propria strada.

 

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La recensione BE IN di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2019-07-19 19:16:53

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