26/05/2019

Ora provate ad immaginare una scena in bianco e nero, magari ambientata in un pub di una città qualunque d'America, in cui due ragazzi, la ragazza vestita con un chiodo nero e una maglietta bianca e il ragazzo con una maglietta a righe bianche e blu (ma potrebbero anche essere due ragazzi, due ragazze o qualsiasi altra combinazione possibile) mentre bevono e scherzano, alle cinque del mattino, davanti ad una fetta di torta e due tazze di caffè: a tutto questo aggiungete "Slow Down", l'ultimo, bellissimo, pezzo di "Lora & The Stalkers" e avrete una perfetta scena da film indipendente, vagamente romantica, sicuramente figa. Ah, ovviamente il tutto in bianco e nero. Ecco, in tal modo, con una metafora un po' arzigogolata ma speriamo efficace, abbiamo cercato di farvi comprendere come mai il lavoro dei Lora & The Stalkers ci sia piaciuto tanto, con certi momenti che ci hanno fatto venire in mente i Camera Obscura o i The Pains of Being Pure at Heart (e quindi fatto apprezzare ancora di più il disco). Un disco suonato bene, benissimo, con tante canzoni realizzate “a modino” e con tanto amore affetto dalla band di Roma che proprio in questo aspetto eccelle. Già perché se non c'è amore, oltre che perizia, un pezzo come "Beat Your Time" risulterebbe il classico rockettino da due soldi: e invece è una dichiarazione d'amore, sincera e onesta, di un giovane cuore innamorato. Proprio come il vostro, no?

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