14/04/2019

La qualità del suono è il marchio di fabbrica dell'EP degli Harìa, autori di un rock post wave, potente e spesso epico. In tutti e quattro i brani è evidente che la band veneziana non ha un approccio cantautorale tradizionale: le canzoni sono dominate da un immaginario onirico, che sembra portare l'ascoltatore a volgere lo sguardo più al passato che al futuro.

Questo "effetto", per un gruppo nuovo e giovane, è abbastanza sorprendente. La voce, contraddistinta da un timbro baritonale, è molto caratterizzante ma può anche risultare "divisiva": insomma, ti deve piacere; a tratti si ha la sensazione che il cantato interpreti una preghiera urlata in una chiesa.

Di certo gli Harìa rappresentano un progetto molto originale nel panorama musicale contemporaneo del nostro Paese. In attesa degli sviluppi di questo EP, si può forse chiedere al gruppo veneto di non sacrificare troppo l'orecchiabilità e la cantabilità dei brani sull'altare della solennità del sound e del proprio immaginario.

Tracklist

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