09/07/2019

Fermiamoci “Un istante” ad ascoltare il rumore del mondo: cosa si cela dietro al continuo flusso delle parole? A volte sembrano prive di significato, a volte si caricano di tensione, altre lanciano slogan e luoghi comuni, poche altre rappresentano realmente ciò che ci circonda. Saper usare le parole in modo appropriato non è sport praticato dai più, e utilizzarle per scrivere canzoni senza senso è mestiere conosciuto a molti. Questa doverosa premessa per riferire che il disco di oggi si struttura sulle parole, ancor prima che sulle sonorità. E ci piace farci trasportare da piccole storie di vita interiore quando le parole disegnano con gusto la verità di una band che mescola abilmente pop, elettroacustica, cantautorato, indie-rock. Dal lontano sapore musicale che ci richiama il Moltheni degli esordi e gli Afterhours più pop, “un istante” è proprio quello che ci serve per abbandonarci al rumore del mondo.

Siete d’accordo che “Quando si vive non accade nulla”? La scissione tra vita pensata e vita vissuta lacera ogni identità. Ma è proprio nel pensiero creativo, in volo sopra le macerie di esistenze superficiali, che accade tutto ciò che di più bello si chiede alla vita. E quando cambia il vento, nuovi inizi accadono. “Un colpo di nausea” si avverte piuttosto nell’incapacità di attuare cambiamenti, di essere sempre uguali a sé stessi, di non migliorare mai. Simpatiche e leggere le sonorità sin qui; ci abbandoniamo a ritornelli che ripercorrono il titolo delle canzoni, quasi a tracciare la direzione contenutistica del disco: perdersi anche per pochi istanti dentro e fuori di noi fino a raggiungere verità. Un bel pezzo pop è “Addio terraferma” e canta più o meno così: “cado a terra, sassi tra le mani…le maniglie sono arrugginite. Le reti, i cancelli sono un’invenzione. Che buono il pane, il suo odore, e il sole che porta buon umore”. Una interessante versione acustica ce la presenta “Un filo d’erba” e “L’autodidatta” ma ne “La caduta degli dei” le parole compiono quel miracolo di riuscire a parlar chiaro in musica.

Bene, spero di aver reso l’idea che questo “Istante” rappresenta per me: una leggera bolla di sapone che è la musica del disco, spinta in aria e in terra da parole che bene esprimono il rumore del mondo.

 

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La recensione hofamehofame - Recensione - UN ISTANTE di Libera Capozucca è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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