08/07/2019

Non sappiamo bene quanti di voi abbiano familiarità con la terminologia delle antiche mappe che i viaggiatori, nel corso dei secoli, utilizzavano per i loro viaggi. Beh, si dà il caso che una delle espressioni più peculiari di questi preziosi oggetti, ovvero "terra incognita" (usata per indicare una porzione di mappa di cui non si hanno/avevano informazioni) è perfetta per descrivere questo "The Substance of Perception" di NERATERRÆ. Il lavoro di Alessio Antoni infatti traspira mistero e, giustappunto, "incognito" praticamente in ogni suo anfratto ed è un bene questo, intendiamoci. Già perché il suo ambient connotato da forti tinte dark non può proprio lasciare indifferente l'ascoltatore, anche alla luce, ovviamente "nera", di pezzi quali "To Reveal the Unseen" (veramente ben cesellati e orchestrati). Ecco allora che più che un disco di per sé il lavoro di NERATERRÆ è un viaggio nello (s)profondo dell'animo umano, in cui si esplorano tutti gli angoli più nascosti, ancora una volta più incogniti e, soprattutto, inquietanti del nostro umano essere. Questo senso di inquietudine, costante, è forse il sentimento che più spesso vi troverete a provare durante il denso ascolto del lavoro di Antoni (e probabilmente questo è voluto). Insomma a conti fatti, lungi dal classico "ascolto-balneare", l'ambient di "The Substance of Perception" è tanto grumoso quanto nero pece: benissimo per chi ne ha davvero (già) piene le tasche del banale lucore dei pomeriggi infiniti di luglio. 

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La recensione NERATERRÆ - Recensione - The Substance of Perception di Mattia Nesto è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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