09/07/2019

"E poi ci rido su" è il debut album della band toscana Caleido, tra cantautorato nazionale e indie pop. Un buon inizio che ha al suo interno citazioni e riferimenti dei già grandi Baustelle come nella seconda traccia "Miele", che ha al suo interno parole come "Ragazzina" e "violenza" che fanno subito Bianconi. Sonorità british di un antesignano Cremonini in "È sempre stato bellissimo", che forse è anche la mia preferita. Anche se gli accostamenti sono innegabili, lo scenario sempre quello, ovvero la cameretta tappezzata di polaroid dove "Chiara" e "Giulia" non devono piangere, ricordando il viaggio a Copenaghen, i Caleido hanno l'attitudine giusta per fare musica, dando vita ad un album piacevole, non inventando nulla di nuovo, ma celebrando quella che è la musica italiana, sulla scia del buon cantautorato. Tutto ciò non ci può fare altro che piacere.

I treni in ritardo, la ricerca del tempo per lauerarsi, poi i primi trent'anni, dentro a un bar ci puoi trovare la felicità, l'amica scema che è sempre presente come un evergreen per gli autori italiani, da Grignani a Gazzelle, anche la "Chiara" dei Caleido ne possiede una. Mentre "Giulia non vuole parlare, non vuole sognare, non vuole giocare.” 

Un pop sintetizzato, che suona fresco, attuale, intimista. Timbro vocale malinconico, testi semplici, ma sinceri. Dieci brani scorrevoli, che fanno da bigliettino da visita per un gruppo con potenzialità.

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La recensione Caleido_band - Recensione - E poi ci rido su di Lorenza Nervitto è apparsa su Rockit.it il 19/07/2019

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