11/06/2019

N.A.N.O. è il progetto solista del polistrumentista trentino Emanuele Lapiana, un passato nei C.O.D. (band scelta dagli Skunk Anansie per aprire il loro tour nello Stivale) e nel duo Lovecoma, collaborazioni illustri (Fiumani, Pacifico, Collini) che segnano la validità della carriera di un autore che s’inserisce nel filone di quel nuovo grande cantautorato rock che ha aperto le porte alla scena indipendente italiana -dagli Afterhours ai Diaframma passando per i Baustelle- ma che non ha avuto, immeritatamente, le fortune di altri interpreti.

“Bionda e disperata” è il suo ultimo lavoro solista, uscito Ad otto anni di distanza dal precedente “ I racconti dell’amor malvagio”, prodotto indipendentemente attraverso un crowdfunding. Bionda e disperata come la barista di un quadro di Degas, un’immagine potente perché in grado di imporci due tipi di riflessione, interna, immedesimandoci nella ragazza dipinta, ma anche rivolta all’esterno, in quell’inquadratura distante che offre uno spunto sulle dinamiche alienanti della società in cui viviamo. Le sonorità veleggiano verso un electro-pop rarefatto dal quale prende vita un cantautorato “alto”, colto. I testi però, pur rimando elemento centrale e curatissimo, passano in secondo piano nella commistione tra voci e sintetizzatori imbastita per costruire un’atmosfera “ambient” in grado di richiamare emozioni col suono ancor prima che con le parole.

Lapiana utilizza la voce come un pittore impressionista utilizzerebbe la luce, in un unico blocco col colore che, in questo caso, rappresenta l’impalcatura musicale, in un album che deve tanto a Battiato (“Moravia” ne è l’esempio lampante) e in cui trovano spazio anche nuove voci della scena trentina come i Bastard Sons of Dioniso e Noireve.

Ritorno gradito.

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