08/07/2019

Randagio, un po’ sbandato, fiero costruttore di incertezze. Joe Cic, al secolo Giuseppe Ciccone, è tutto questo e molto di più. La sua vita, o meglio, uno spezzone di vita, la racconta in, “Bordelline”, disco breve quanto intenso: sette episodi densi di fumo e storie sbilenche, auto che ti mollano sul più bello, uno stato da cannabinoide da controllare, botte nei bar, amori impossibili, bugie, trip. Canzoni scritte tre anni fa, che trovano forma solo oggi grazie all’aiuto fraterno di qualche amico che non ti molla mai.

Si sente l’amore per il blues (“In fuga”: si nota il poster di Keith Richards adagiato sullo sfondo?), per le ballatone acustiche, per il cantautorato più o meno classico, il rock and roll, per la tradizione (la zingaresca “Jack”). La voce al catrame spiega e conduce, la band accoglie smazzando pezzoni notturni (aleggia lo spettro di Tom Waits, che è lì, che se la gode), godibili e divertenti. Joe Cic sembra un Piero Ciampi più educato, non c’è il mare di Livorno sul quale specchiarsi ma per emigrare in America basta prendere il tram. E poi Roma non scherza mica. Il Ciccone sembra divertirsi, anche quando stona (sia chiaro: stonare è un’arte), anche quando, comunicato stampa dixit, si lascia trasportare dal caos mentale. Che lo possiede e lo ispira. Ma Joe Cic c’è o ci fa? C’è, ma siam sicuri che un po’ ci fa. O meglio, che ci sa fare.

---
La recensione Joe Cic - Recensione - Bordelline di Giuseppe Catani è apparsa su Rockit.it il 18/07/2019

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati