Human Colonies Cloudchaser and Old Songs 2019 - Pop, Noise, Shoegaze

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Un sound ruvido ma melodico che muove da una matrice grunge-noise per raggiungere atmosfere shoegaze

Riconoscere i propri difetti e puntare a migliorarsi, aspirando ad obiettivi più ambiziosi, è una qualità che va riconosciuta agli Human Colonies e al loro percorso musicale.
La crescita della band infatti è stata sempre costante nel tempo, ed è andata di pari passo con la curiosità verso le novità.

Il nuovo ep "Cloudchaser and Old Songs" arriva circa un anno dopo “Midnight Screamer” e presenta, molto didascalicamente, un brano nuovo e tre nuovi arrangiamenti di pezzi già editi in passato, come a dimostrare che il tempo passato dal primo ep, sette anni, è stato messo a frutto per affinare il tiro e gettare le basi delle proprie certezze: un sound ruvido ma melodico che muove da una matrice grunge-noise ("Cloudchaser", ispirata a William Blake), per raggiungere atmosfere shoegaze ("Body") emozionalmente intense ("S.J") o dallo sguardo più solare ("Hey You!", che rispetto alla sua versione del 2013 acquista in solidità e qualità dell’interpretazione).

Se l’obiettivo era quello di avere un’identità più universale rimanendo però fedeli al proprio credo sonoro, la strada è quella corretta: attendiamo con curiosità il prossimo album di inediti per capire quale direzione prenderà.

Human ColoniesCloudchaser and Old Songs Pop, Noise, Shoegaze
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La recensione Cloudchaser and Old Songs di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-01-14 16:50:47

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