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RECENSIONE
18/12/2019

I Monêtre sono una delle numerose dimostrazioni di come oggi, quando si hanno buone idee e talento, è possibile fare musica anche quando un intero oceano (nella fattispecie l’Atlantico) separa i membri della band. Mauro Costagli (chitarra), Alessandro Zangani (basso), Luca Schittzer (batteria) e Marco Siddi (chitarra) risiedono infatti in Italia, mentre Federica Tassano (voce) presta la propria ugola da quel di New York, eppure l’affinità artistica tra i cinque è tale da dar l’impressione che tutti i pezzi nascano nella stessa sala prove. Buona parte del merito sarà da attribuire anche all’esperienza che ciascun membro dei Monêtre ha potuto maturare grazie alle diverse altre formazioni in cui militano o hanno militato, ma le dieci tracce di questo esordio eponimo evidenziano anche un eccezionale feeling strumentale e un’attitudine onirica delle parti vocali che riescono ad inserirsi perfettamente tra le trame suggellando uno stile forte, che coglie a piene mani dalla musica degli anni ’90 (soprattutto quella d’Oltreoceano, e non sarà un caso) ma ne propone una rilettura aggiornata e personalizzata dal gusto raffinato e sognante del combo ligure.

Quello che ne viene fuori è un disco dall’anima post-rock che grazie alla delicata voce di Federica (che in certi momenti ricorda Lou Rhodes) raggiunge le più alte sfere del dream pop alternando serenamente languide melodie e riff aspri, momenti dilatati e inquietudine, divagazioni d’ispirazione psichedelica ed esplosioni sonore, ritmi spezzati e rincorse, in equilibro precario tra reminiscenze dei primi Motorpsycho, echi Slowdive e qualche spruzzata di Medicine.

Un progetto insomma fortemente internazionale a cui auguriamo lunga vita, ancora più lunga della distanza tra la Liguria e la Grande Mela.

 

Tracklist

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