Andead Old But Gold 2020 - Rock, Punk, Alternativo

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onanismo per vecchi feticisti del rock

Finalmente un bel disco rock, una boccata d’ossigeno per le mie orecchie (come se le orecchie potessero respirare). Ho un amico che mi ha insegnato a strimpellare la chitarra completamente in fotta per questa sfumatura musicale. Dopo un paio di tracce gli mando un vocale. Sto cercando consiglio. “Bione, non saprei descrivere questa band diversamente da così: musica che piace agli autori di Virgin radio”.

Per farmi un’idea scevra da ogni pregiudizio, cerco sempre di leggere la biografia di una band che non conosco dopo aver affrontato il primo ascolto dell’album in questione. Se mi pagano per scrivere recensioni un motivo deve esserci. Cosa vengo a scoprire? Gli Andead sono la band di Andrea Rock, il Max Pezzali della chitarra elettrica. Nulla di più coerente.

Sfortunatamente per Andrea il sottoscritto viveva una profonda cotta per la sua attuale collega, Giulia Salvi. Una cotta che - oltre ad aver generato nel sottoscritto una particolare forma di magnetismo per le rosse naturali- ha anche orientato i miei gusti verso tutt’altro genere di chitarre. Frequentavo la scuola media, ricordo ancora un sabato pomeriggio autunnale, sulla mia piccola televisioncina gialla a tubo catodico, scoprire i Babyshambles trasmessi dall'ormai compianta All Music. Ah, la classifica indie ai tempi aveva tutt’altro sapore.

Nulla di personale, Old But Gold è un'operazione manieristica perfettamente eseguita, imbastita sui più classici capisaldi del genere, sui pilastri del post rock, del post punk e del post grunge nella loro accezione più radiofonica: dai Bring Me to Horizon ai 30 Seconds to Mars, dai Sum 41 agli Alter Bridge. Gli Andead sono un’ottima formazione che ha potuto vivere di rendita, calcare palchi importanti e aprire ad artisti internazionali sfruttando la nomea del proprio leader. Niente di male, ma il loro reale valore artistico di poco si discosta da quello di una vera cover band.

A mio modesto parere, i Last Minute, la band del mio amico Bione, ha sempre mantenuto una certa dignità limitandosi a non coverizzare i Paramore. Eppure suonavano veramente simili. Spero un giorno di poterli recensire. Old But Gold sin dal titolo si rivela una dichiarazione d’intenti, al di là dei gusti personali, è un album perfettamente eseguito. Raggiunge esattamente l’obiettivo che si era prefissato: onanismo per vecchi feticisti del rock. Va bene così.

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La recensione Old But Gold di Scritto da Giulio Pons è apparsa su Rockit.it il 2020-03-04 12:18:00

COMMENTI (2)

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  • isi 19 mesi Rispondi

    Ma è una recensione su Andrea Rock o sull'album degli Andead?
    ps. Giulia Salvi non è rossa naturale

    pps. Questo album è UNA BOMBA, lo adoro!

  • bonsantino 19 mesi Rispondi

    Per me il disco è una bomba! Testi non scontati anzi... e arrangiamenti di alto livello! bravi Andead!!